Resident evil: come il successo della saga aiuta nuovi progetti di ip

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Resident evil: come il successo della saga aiuta nuovi progetti di ip

Capcom sta costruendo un equilibrio difficile da replicare: far convivere uscite ad alto rendimento e progetti più rischiosi senza interrompere l’attenzione del pubblico. Secondo Masachika Kawata, produttore legato alla serie Resident Evil, la chiave passa anche da una pianificazione che alterna capitoli nuovi e rifacimenti in modo da mantenere la saga costantemente attiva e, allo stesso tempo, lasciare spazio a esperimenti.

resident evil e strategia capcom: equilibrio tra sicurezza e sperimentazione

Il punto centrale della visione di Kawata riguarda la cadenza annuale di un nuovo titolo del franchise. Pubblicare con regolarità avrebbe, secondo quanto dichiarato, due effetti principali: sostenere l’interesse del pubblico e permettere allo studio di lavorare anche su idee meno prevedibili, citando Pragmata come esempio di progetto originale.

Questa impostazione aiuta a distribuire le energie produttive e a mantenere una presenza costante sul mercato, riducendo i vuoti tra uscite di grande impatto. All’interno della strategia, i remake assumono un ruolo particolarmente rilevante.

ruolo dei remake in capcom: continuità produttiva e aggiornamento dei classici

In un’intervista a Game Informer, Kawata ha spiegato che i remake rappresentano una componente strategica del lavoro di Capcom. Riproporre i capitoli storici con tecnologie moderne permetterebbe di gestire con maggiore continuità le uscite legate alla serie, senza dover dipendere esclusivamente dai lunghi cicli di sviluppo dei nuovi episodi principali.

Secondo le parole del produttore, tornare sui giochi più vecchi per realizzare rifacimenti aiuta a raggiungere l’obiettivo di pubblicare un titolo di Resident Evil con cadenza regolare. In parallelo, i team avrebbero l’occasione di mettersi alla prova e affinare le proprie capacità sul piano tecnico e progettuale.

remake come parte integrante, non come contenuto secondario

Kawata ha inoltre chiarito che i remake non vengono trattati come prodotti “di supporto” rispetto ai capitoli inediti. Per Capcom avrebbero invece lo stesso peso strategico, contribuendo a mantenere la saga visibile sul mercato con una frequenza che altri franchise triple A riescono a sostenere raramente.

remake e nuovi capitoli: come capcom alterna le uscite di resident evil

Dopo il rilancio avviato con Resident Evil 7 nel 2017, Capcom ha alternato nuove storie e rifacimenti di vecchi capitoli. Nel percorso recente figurano titoli come Resident Evil Village e, allo stesso tempo, i remake di Resident Evil 2, Resident Evil 3 e Resident Evil 4.

Questa alternanza ha lo scopo di tenere il brand sotto i riflettori con un ritmo sostenuto, evitando attese troppo lunghe tra un’uscita importante e l’altra. Il precedente grande appuntamento indicato è Resident Evil Requiem e, per il prossimo anno, viene menzionato anche il remake di Resident Evil Code: Veronica.

niente proliferazione incontrollata: pianificazione mirata

La formula non viene associata a una volontà di tornare a una fase di forte moltiplicazione di spin-off. Kawata ha chiarito che le risorse non sono infinite e che la pianificazione resta mirata con l’obiettivo di non saturare il pubblico.

pragmata e il valore dei rischi: idee nuove sostenute dalla stabilità

Nel ragionamento presentato, la stabilità garantita dalla serie principale consentirebbe a Capcom di finanziare esperienze differenti. Tra queste viene citata Pragmata, descritta come una nuova IP action sci-fi.

Il progetto viene indicato come tra i più atipici della line-up recente della società, lontano dalle saghe più consolidate. La struttura di gioco viene associata a una combinazione di scontri action, esplorazione e meccaniche collegate all’hacking.

spazio a giochi meno convenzionali

Secondo la ricostruzione proposta, la possibilità di affiancare progetti sperimentali alle uscite più note ha permesso a Capcom di sostenere anche titoli meno convenzionali. Nello stesso periodo di riferimento, vengono citati investimenti continuativi in serie affermate come Monster Hunter e Street Fighter, insieme alla pubblicazione di giochi come Kunitsu-Gami: Path of the Goddess e Dragon’s Dogma 2.

La logica descritta distingue quindi due livelli: produzioni più sicure in grado di garantire entrate e continuità, e progetti originali che consentono sperimentazione, formazione di nuovi talenti e la capacità di proporre idee non legate esclusivamente ai franchise più redditizi.

modello capcom e possibili riflessi: il remake come leva produttiva

Il caso Capcom evidenzia come i remake possano funzionare non soltanto come operazioni legate alla nostalgia, ma come parte di una programmazione produttiva più ampia. Il testo collega inoltre questa dinamica a una possibilità di imitazione: viene citato Ubisoft come potenziale candidato a muoversi in modo analogo, prendendo come riferimento le vendite di Assassin's Creed Black Flag Resynced.

Un flusso regolare di titoli considerati affidabili contribuirebbe a contenere i rischi, evitando che il futuro dell’azienda dipenda esclusivamente dal successo di un singolo lancio di grandi dimensioni dopo anni di sviluppo.

Il messaggio attribuito a Kawata mette in evidenza un collegamento preciso tra la saga e la crescita di nuove idee. Il successo di Resident Evil verrebbe indicato come una base su cui far evolvere progetti ambiziosi, anche quando l’accoglienza risulta meno scontata.

figure citate

  • Masachika Kawata

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