Nessuna ip globale nasce streaming sony sfida netflix e rilancia sugli anime
L’evoluzione dell’industria dell’intrattenimento sta accelerando e le major cinematografiche devono reagire con strategie sempre più integrate. A dare una direzione chiara sono state le sinergie tra mercati occidentali e giapponesi, discusse durante il Cannes Film Market in un contesto collegato al ruolo di Paese d’onore del Giappone al Festival di Cannes 2026, previsto dal 12 al 20 maggio.
sinergie occidente-oriente e focus sul giappone al cannes film market
La sessione organizzata dal Ministero dell’Economia giapponese e dalla Japan External Trade Organization (JETRO) ha posto al centro il tema del posizionamento internazionale dell’industria nipponica. L’attenzione si è concentrata su come le relazioni tra detentori dei diritti e studi globali possano trasformarsi in opportunità strutturate, con benefici sia per la diffusione delle opere sia per la gestione del valore delle proprietà intellettuali.
sanford panitch e il cinema in sala come motore di ip globali durature
Sanford Panitch, presidente di Sony Pictures Entertainment, ha sostenuto che il cinema in sala rappresenta l’unico canale capace di generare IP globali con una durata reale. Secondo Panitch, il momento degli anime sarebbe arrivato: chi detiene i diritti giapponesi starebbe perdendo occasioni importanti restando inattivo troppo a lungo prima di avviare le trattative.
La visione di Panitch si appoggia su un principio netto: una proprietà intellettuale globale, a suo giudizio, non nasce tramite servizi di streaming. Ha inoltre indicato un limite strutturale delle piattaforme in abbonamento, ritenute poco predisposte a investire nel tipo di marketing necessario a portare un film nel dibattito culturale prima ancora dell’esposizione al pubblico.
Per chiarire il ragionamento, Panitch ha portato esempi legati a progetti concepiti per piattaforme specifiche ma passati per le sale: Napoleon e F1, film pensati per Apple e distribuiti rispettivamente da Sony e Warner Bros. In base alla sua ricostruzione, l’uscita in sala avrebbe aumentato il valore dell’opera anche sulle piattaforme stesse.
anime come sottocultura e vantaggio nell’era post-monocultura
Nel ragionamento sullo scenario attuale, Panitch ha collegato l’efficacia degli anime alle dinamiche dell’era post-monocultura. L’uso frammentato dei media e dell’intrattenimento tramite Internet e TikTok renderebbe le sottoculture più capaci di guidare l’interesse globale. Secondo il presidente Sony, sono proprio queste nicchie, estremamente radicate e settoriali, a possedere gli elementi chiave per il successo su scala internazionale.
crunchyroll e la crescita globale degli abbonati fuori dal giappone
In supporto a questa impostazione, Panitch ha citato Crunchyroll, acquisita da Sony nel 2021. Il dato fornito riguarda una base iniziale di circa 3 milioni di abbonati e, in prospettiva attuale, un numero che supererebbe i 20 milioni al di fuori del Giappone.
La crescita è stata collegata anche all’uscita globale di Chainsaw Man, distribuito tramite Crunchyroll. Il titolo viene presentato come un caso rilevante perché la sua esposizione non poteva contare su fattori già consolidati: non avrebbe potuto fare affidamento su un seguito stabilito come per altre opere citate da Panitch, tra cui Demon Slayer, né su film precedenti.
adattamenti guidati dai fan e collaborazione creativa con gli autori
Quando si è passati alla ricezione da parte del pubblico, Panitch ha evidenziato un parallelo tra la cultura editoriale e fumettistica e la capacità di interpretare le aspettative del target. Ha citato, in termini analogici, la conoscenza dei fumetti di Kevin Feige in ambito Marvel come riferimento alla possibile guida degli adattamenti. Parallelamente, ha indicato una nuova generazione di appassionati di manga e anime in grado di orientare le scelte creative.
Tra gli esempi di successo, Panitch ha richiamato One Piece su Netflix. In base a quanto riportato, la serie avrebbe ottenuto risultati superiori rispetto ad altri adattamenti che avevano fallito, riuscendo a intercettare ciò che i fan cercavano in un live action. Un punto centrale è stata la collaborazione creativa profonda con l’autore originale, elemento ritenuto determinante per la coerenza tra aspettative del pubblico e messa in scena.
Da qui nasce la conclusione strategica attribuita a Sony: la scelta vincente, nei casi citati, sarebbe trasformare il coinvolgimento diretto degli autori in una prassi, facendo incontrare più presto gli sceneggiatori di Hollywood con gli autori dei manga.
problemi giapponesi tra consorzi, editori e tempi di trattativa
La discussione ha toccato anche nodi ancora irrisolti. Panitch ha indicato che il sistema dei consorzi e il peso delle case editrici nipponiche rendono le trattative complesse. Ha inoltre descritto una logica rigida e sequenziale di sfruttamento dell’IP giapponese: la sequenza che parte dal manga, passa all’anime, prosegue con un live action locale e, solo in seguito, eventualmente con Hollywood. Secondo la sua lettura, questo schema porterebbe gli studi a arrivare tardi.
Come auspicio, ha sostenuto la necessità che le aziende giapponesi rivendichino una voce creativa più forte e aprano prima il dialogo con l’estero.
modelli virtuosi citati: uncharted e bullet train
Tra i modelli indicati da Panitch, è stato menzionato il coinvolgimento di Neil Druckmann come partner creativo su Uncharted. È stato inoltre citato l’acquisto del romanzo originale di Bullet Train prima ancora che esistesse una traduzione inglese, a testimonianza di un approccio anticipato.
approccio alle ip nipponiche: negoziare prima con l’america e supervisionare l’adattamento
Il messaggio finale si orienta verso un utilizzo più consapevole delle possibilità offerte dalle IP nipponiche. Panitch ha espresso l’idea di interrompere la visione di Hollywood come destinazione finale dell’IP originale, proponendo invece una cooperazione più strutturata.
Secondo questa impostazione, diventa fondamentale avviare prima le trattative con l’America e negoziare un ruolo più rilevante al tavolo. Nell’impostazione descritta rientra anche la possibilità di mantenere diritti di supervisione sul trattamento e sull’adattamento dell’IP all’estero, con attenzione alla fedeltà al materiale di partenza.
progetti live action citati: sony, columbia e il coinvolgimento di miyamoto
Sul piano dei progetti concreti, sono stati richiamati diversi sviluppi. Sony risulterebbe il principale investitore nel live action Kingdom, giunto al quinto film. Columbia distribuirà il reboot di Resident Evil firmato da Zach Cregger, previsto per il 18 settembre. Per Legend of Zelda, è stato indicato che Shigeru Miyamoto sarebbe “molto coinvolto” nello sviluppo, con la definizione che si tratterebbe “davvero del suo film”.
personalità menzionate durante la sessione
- Sanford Panitch
- Kevin Feige
- Neil Druckmann
- Shigeru Miyamoto
- Zach Cregger