Anime e manga usati per addestrare l’IA senza permesso: la CODA chiede tutele urgenti e fine subito
Il mondo dell’intelligenza artificiale sta accelerando e, mentre cambiano strumenti, piattaforme e abitudini di consumo, emergono anche nuove tensioni legali e culturali. L’attenzione si concentra in particolare sull’uso dell’IA generativa nel settore degli anime e dei manga, con ricadute dirette sul modo in cui le opere vengono protette e valorizzate. In questo scenario, una posizione istituzionale assume un peso concreto e solleva questioni precise legate a diritti d’autore, addestramento dei modelli e responsabilità dei fornitori.
coda: denuncia l’uso non autorizzato di anime e manga per addestrare ia generativa
La CODA (Content Overseas Distribution Association), tra le principali organizzazioni giapponesi dedicate alla protezione della proprietà intellettuale e al contrasto della pirateria internazionale, ha pubblicato una dichiarazione ufficiale in cui contesta l’impiego non autorizzato di contenuti di anime e manga giapponesi per l’addestramento di sistemi di intelligenza artificiale generativa.
Nella nota, CODA inquadra la questione come una “problematica seria” capace di incidere sui diritti dei creatori e, più in generale, sulle basi della creatività. L’organizzazione afferma che il tema non riguarda solo episodi isolati, ma la dimensione del fenomeno e la sua diffusione su larga scala tramite servizi rivolti al pubblico.
coda e i problemi dei modelli: immagini e video “identici o straordinariamente simili”
Secondo CODA, i servizi IA attualmente disponibili al grande pubblico presentano criticità rilevanti. I modelli generativi possono produrre contenuti “identici o straordinariamente simili” a opere giapponesi protette da copyright. Questo avverrebbe anche quando nel prompt dell’utente non viene indicata un’opera specifica, rendendo la questione più ampia e difficilmente circoscrivibile.
Il cuore della critica dell’associazione è l’adozione dei servizi su scala ampia: CODA rileva che aziende di intelligenza artificiale generativa, “enormemente influenti”, stanno rendendo disponibili tali strumenti al pubblico, contribuendo così a un impatto strutturale sul mercato dei contenuti protetti.
articolo 30-4 e interpretazione della legge giapponese sul copyright
Nel piano giuridico, CODA collega il tema all’Articolo 30-4 della legge giapponese sul copyright. Tale norma prevede eccezioni per l’uso di materiali protetti a fini di addestramento, ma limitatamente a “scopi non di fruizione”.
CODA contesta l’interpretazione applicata all’addestramento dei modelli di IA. Pur considerando che la copia dei contenuti durante la fase di training possa apparire, in senso tecnico, distaccata dalla fruizione immediata dell’opera originale, l’organizzazione sostiene che l’attività rientri comunque in ambiti equiparabili a “scopi di fruizione”. Da qui deriva, secondo CODA, una possibile violazione del copyright.
richieste a sviluppatori e fornitori: indagine, stop e consultazione preventiva
La dichiarazione di CODA riporta tre richieste concrete rivolte a sviluppatori e fornitori di servizi basati su intelligenza artificiale generativa. Le indicazioni vengono presentate come misure operative e mirate, con l’obiettivo di prevenire l’immissione di contenuti problematici e di tutelare i titolari dei diritti.
1) indagine proattiva per prevenire somiglianze con opere protette
CODA chiede un’indagine proattiva volta a prevenire la generazione di contenuti identici o straordinariamente simili a opere protette.
2) cessazione immediata dell’uso dei contenuti dei membri CODA
In parallelo, viene richiesta la cessazione immediata dell’utilizzo di contenuti appartenenti ai membri dell’associazione per l’addestramento dei modelli, nel caso in cui le indagini o le segnalazioni dei titolari dei diritti evidenzino somiglianze problematiche.
3) consultazione con i titolari dei diritti prima di procedere
La terza richiesta riguarda un impegno a consultarsi con i titolari dei diritti prima di procedere con l’utilizzo dei contenuti. L’indicazione mira a stabilire un confronto preventivo, in modo da chiarire l’impostazione e i presupposti dell’addestramento.
impatto sul settore creativo: un fattore che scoraggia l’uso dell’ia generativa
CODA evidenzia inoltre che l’aumento dei casi di somiglianze non intenzionali con opere protette sta diventando un fattore che scoraggia l’uso dell’intelligenza artificiale generativa. Nella stessa impostazione, l’associazione afferma che la tecnologia dovrebbe essere impiegata per rispettare e supportare la creatività umana, evitando logiche percepite come finalizzate a aggirare o a sfruttare contenuti senza compensazione.
La posizione descritta si inserisce in un dibattito ancora aperto, con ricadute sul futuro dell’industria creativa giapponese e sul modo in cui si definiscono regole e responsabilità nell’ecosistema dell’IA applicata a media protetti.
coda e i membri citati
Tra le realtà associate e menzionate nell’ambito dell’organizzazione figurano:
- studio ghibli
- kodansha
- shueisha