Supergirl, perché il montaggio di dc è stato scelto al posto di quello del regista e ha ottenuto punteggi peggiori
La parabola di Supergirl racconta un esordio al box office in difficoltà e una produzione segnata da incertezze emerse fin dai test. Dopo il passaparola negativo, il film ha aperto con numeri inferiori alle aspettative e, parallelamente, le informazioni sui punti critici della post-produzione delineano un percorso travagliato, con versioni diverse sottoposte più volte al giudizio del pubblico.
supergirl al box office: incassi e rapporto con i costi
Supergirl è debuttato con $68 milioni al box office mondiale, ripartiti tra $38 milioni dagli Stati Uniti e $30 milioni dai mercati internazionali. Sul fronte delle valutazioni preliminari, il film ha risentito di un quadro sfavorevole: le recensioni positive sono risultate al 59% e il Cinemascore è stato indicato come B-.
Il quadro economico, rispetto all’impegno produttivo, accentua la criticità. Il budget di produzione è stato fissato in $170 milioni, escluso il marketing, per il quale sarebbero stati investiti circa $120 milioni. Salvo stravolgimenti di scenario, la pellicola viene quindi presentata come un fallimento sul mercato, con un possibile impatto per DC e Warner Bros. stimato tra $80 e $120 milioni.
test screening e caos produttivo: i segnali che hanno pesato sul progetto
Un approfondimento pubblicato da The Hollywood Reporter collega il fallimento del film a un caos produttivo e a una consapevolezza maturata già da tempo. Secondo la ricostruzione fornita, per mesi DC Studios e il regista avrebbero saputo che il film non stava funzionando, alla luce di punteggi deludenti raccolti durante proiezioni di prova del montaggio a porte chiuse.
andamento dei punteggi: peggioramento dopo il confronto diretto
In genere, i test screening tendono a migliorare nel tempo grazie a suggerimenti e feedback. A marzo, invece, i risultati di Supergirl sarebbero peggiorati, quando i DC Studios hanno organizzato un confronto diretto, definito bakeoff, testando due versioni differenti del film: una realizzata da Craig Gillespie e una dallo studio, guidata da James Gunn e Peter Safran.
divergenze creative e identità instabile del film
Secondo numerose fonti, James Gunn e Craig Gillespie avrebbero avuto divergenze creative sulla direzione del progetto. Nel racconto riportato, la post-produzione non avrebbe mai trovato una vera identità stabile. I punteggi dei test screening, misurati su una scala di 100 punti, non sarebbero saliti oltre la fascia dei 60 punti secondo più fonti interne, mentre un’altra fonte indica un valore massimo di 70.
Altre fonti contestano questa lettura, affermando che Gunn, Safran e Gillespie avrebbero avuto un livello di confronto costruttivo tipico della collaborazione tra regista e studio, finalizzato a migliorare il film. Viene inoltre sottolineato il rispetto nutrito da Gunn e Safran per il lavoro registico di Gillespie, legato anche a Margot Robbie e alla candidatura all’Oscar per I, Tonya.
decisioni di post-produzione: coinvolgimento di nuovi elementi e riorganizzazione finale
Le riprese si sarebbero concluse nel maggio 2025. Già nell’autunno dello stesso anno, secondo le fonti, studio e regista sarebbero stati consapevoli che il film non stava funzionando. Dopo un test screening tenutosi a dicembre, giudicato semplicemente discreto, i DC Studios avrebbero preso in mano la situazione assumendo il controllo della post-produzione e realizzando un montaggio differente rispetto a quello di Gillespie.
intervento di jeremy slater e contributo della sceneggiatura
Lo studio avrebbe coinvolto Jeremy Slater, descritto come uno dei collaboratori preferiti di Gunn. Slater avrebbe contribuito al processo grazie a precedenti lavori legati al gruppo DC, tra cui una sceneggiatura mai realizzata dedicata a The Authority. Non è chiaro quanto Slater sia stato coinvolto complessivamente, ma risulta che potrebbe aver scritto alcune scene destinate a nove giorni di riprese aggiuntive.
Anche l’autrice originale, Ana Nogueira, sarebbe rimasta comunque coinvolta nella post-produzione. Uno degli aspetti più discussi riguarda la battaglia finale, che sarebbe stata completamente riorganizzata rispetto alla versione originale. Restano meno definite altre criticità, ma viene indicato che la colonna sonora sia stata uno dei principali punti di attrito.
supergirl: monteggio, confronto tra due versioni e andamento dei punteggi
Il film risulta essere stato sottoposto ad almeno quattro test screening, tra dicembre 2025 e poi febbraio e marzo 2026. Durante il processo il film avrebbe avuto due montatori differenti. Da un lato c’era Tatiana S. Riegel, storica collaboratrice di Gillespie, che aveva lavorato a Lars and the Real Girl, I, Tonya e Cruella. Dall’altro Fred Raskin, montatore di lunga data di Gunn, con esperienza su tutti i film dei Guardiani della Galassia e sulla serie Peacemaker, indicato anche come montatore di fiducia di Quentin Tarantino.
fred raskin e il montaggio con punteggio vicino a 70
Raskin sarebbe stato coinvolto in una fase successiva e avrebbe lavorato a un secondo montaggio. Nei test screening questa versione avrebbe ottenuto un buon risultato, avvicinandosi a 70 punti su 100.
due montaggi a confronto e riduzione dei punteggi quando presentati al pubblico
Invece di proseguire con quel lavoro, lo studio avrebbe organizzato un confronto diretto con due montaggi distinti: uno attribuito a Gillespie e uno realizzato dallo studio. Una fonte non precisa tutte le differenze, ma segnala che la versione di Gillespie fosse più lunga di 11 minuti e contenesse una presenza maggiore del villain Krem, interpretato da Matthias Schoenaerts. Quando entrambe le versioni sono state testate davanti al pubblico, i punteggi sarebbero scesi in modo significativo e, pur partendo da valutazioni diverse, il montaggio dello studio sarebbe riuscito a superare quello di Gillespie di appena due punti, ottenendo la scelta come versione definitiva.
Un’ulteriore fonte interna vicina alla produzione spiega che le differenze non sarebbero state particolarmente marcate. Ne risulterebbe un’operazione orientata più al salvataggio del montaggio attraverso una proposta alternativa che al consueto scenario di stravolgimenti legati a reshoot.
personalità citate tra produzione, regia e montaggio
Craig Gillespie, James Gunn, Peter Safran, Jeremy Slater, Ana Nogueira, Tatiana S. Riegel, Fred Raskin, Quentin Tarantino, Margot Robbie, Matthias Schoenaerts.


