Stagione d'esordio: Il conto inattivo
i primi episodi di Dead Account propongono un protagonista controverso e una dinamica che mette in luce il ruolo della negatività online nel generare engagement, accompagnata da una tensione tra elementi soprannaturali e critica social. la narrazione presenta curiose tensioni morali, una suggestiva atmosfera auditiva e una gestione visiva che mira a coinvolgere lo spettatore fin dall’inizio.
dead account: impressioni sui primi episodi
Soji Enihiro emerge come figura controversa, orientata a guadagnare notorietà attraverso contenuti provocatori che, in alcuni casi, includono materiali inquietanti. l’obiettivo dichiarato è destinare i ricavi a supportare le spese ospedaliere della sorella Akari, ma la sua condotta completa e spietata fa sorgere dubbi sulla sua affidabilità morale. la rappresentazione del personaggio resta nel territorio del troll digitale, con una motivazione apparentemente solidale ma spesso contraddetta dalle sue azioni.
Una rivelazione significativa cambia la percezione della situazione: Akari risulterebbe morta da tempo, e Soji avrebbe addirittura saltato il funerale. testi provenienti dall’account online di Akari alimentano una percezione ambigua, finché non si scopre che la presenza stessa di Akari è collegata a uno spirito demoniaco che ha preso possesso del suo profilo. in seguito a questo sviluppo, Soji affronta uno scontro con lo spirito e con un esorcista di nome Kasubata, che chiude il primo episodio con Soji privo di sensi.
Kasubata appare come un contraltare più lucido rispetto al protagonista, capace di leggere oltre le provocazioni di Soji e di mettere in discussione l’approccio ad alto rumore mediatico. nonostante una tensione palpabile, la dinamica tra i due personaggi resta una delle componenti più interessanti, anche se il risultato visivo dei combattimenti risulta freddo e meno energico di quanto potrebbe indicare la premessa.
dal punto di vista produttivo, l’adattamento non beneficia di un budget elevato, e le scene di scontro tra Soji, Kasubata e lo spirito sembrano piatte. nel secondo episodio, l’azione acquista qualche piccola variazione, ma la differenza resta minimale. una breve visita all’«accademia degli esorcisti» introduce potenzialità per un arco didattico, ma finora tale espansione non si traduce in una crescita sostanziale della narrazione o dei personaggi. musicalmente si distinguono inserti hip‑hop che aggiungono ritmo, anche se da soli non bastano a creare intensità o coinvolgimento profondo in una serie con una struttura ancora in parte da definire.
nella totalità, le valutazioni emerse si attestano su una gestione complessiva definita ma non pienamente performante, con una “forza” iniziale che fatica a trasformarsi in una solida progressione narrativa.
rating episodio 1: 3.8 · rating episodio 2: 4.0
Dead Account è attualmente disponibile in streaming su Crunchyroll.
prospettive su produzione, ritmo e atmosfera
la produzione evidenzia una scelta estetica concentrata su elementi contemporanei del web, dove la dinamica tra visibilità e contenuti sensazionali rimane al centro dell’attenzione. il ritmo narrativo è marcato da interruzioni tra azione e momenti di spiegazione, con una musica che si inserisce come complemento riconoscibile ma che non pretende di guidare completamente l’emotività del pubblico. il bilanciamento tra tensione scenica e sviluppo narrativo appare deficitario in alcune sequenze, soprattutto nei passaggi tra le fasi di confronto tra Soji e Kasubata.
l’analisi dei dettagli conferma un approccio che punta a espandere l’universo narrativo tramite riferimenti al mondo degli esorcismi, ma resta da verificare se tali elementi possano generare un arco tematico più convincente nel prosieguo della stagione. in definitiva, la serie presenta una base interessante, sostenuta da performance vocali e da una caratterizzazione visiva che potrebbe maturare con ulteriori episodi.
personaggi principali presenti nella narrazione:
- Soji Enihiro
- Akari
- Kasubata