Scopri la storia dello studio Nippon Animation e del World Masterpiece Theater

Giampiero Colossi • Pubblicato il 14/01/2026 • 3 min

In una cornice tranquilla di tama city, nippon animation celebra mezzo secolo di attività offrendo uno sguardo concreto su un laboratorio creativo che ha segnato la storia dell’animazione giapponese. Dal 1975 a oggi lo studio ha dato forma a progetti ambiziosi, accolto talenti e contribuito a definire un linguaggio visivo riconosciuto a livello internazionale, tra opere classiche e nuove produzioni in fase di sviluppo.

nippon animation 50th anniversario: storia, spazi e archivio

nippon animation: sede e contesto a tama city

La sede centrale si presenta come una costruzione bianca di tre piani, posta all’angolo di una zona residenziale e prossima al vecchio studio cinematografico gestito da un altro grande nome dell’industria. All’ingresso si cambia scarpe con uwabaki, e l’ambiente accoglie riferimenti visivi al personaggio Rascal, iconico presenziante su posizioni museali e all’interno degli spazi di lavoro. Le pareti della sala conferenze espongono repliche di grande formato tratte dalle concept art di Anne of Green Gables, una delle opere historique della World Masterpiece Theater. L’opera fu diretta da Isao Takahata, con Hayao Miyazaki che contribuì al design di alcune scene; Miyazaki uscirà dall’azienda durante la lavorazione della produzione. Yoshifumi Kondō sviluppò l’impostazione del character design. Il contesto storico dell’anticipo, insieme alle personalità coinvolte, mette in luce la sinergia tra generazioni di autori e la costante ricerca estetica che ha caratterizzato la casa nel tempo.

nippon animation: archivio storico e macchinari

Durante la visita sono stati visitati spazi dove si conservano materiali e attrezzature storiche. In un piano interrato si trova una macchina da animazione di notevoli dimensioni, impiegata in passato per la ripresa manuale delle cel sul film mediante una pedaliera e comandi d’illuminazione. Questo banco è alto circa tre metri e pesa circa mezzo tonnellata; la sua rimozione per una donazione museale richiese la smontabilità che non era possibile assicurare. Accanto vi è una Moviola per l’editing delle pellicole, sempre inattiva, e nel livello superiore si conservano vernici, bobine e proiettori. È stato possibile aprire una scatola di bobine per visionare footage originale della serie Hunter X Hunter.

nippon animation: realtà creative e spazi di lavoro

Il percorso ha mostrato aree dedicate alla realizzazione di CHIBI MARUKO-CHAN e a un progetto segreto, con zone operative difference per compiti specifici. Gli spazi destinati agli animatori sono ampi e luminosi, dove strumenti tradizionali convivono con tecnologie moderne. Le postazioni raccontano la personalità dei creatori: mascot, tablet e oggetti ispirati al mondo dei videogiochi e dei cartoni animati sono presenti tra le scaffalature. I colori degli strumenti, le texture delle matite usate per cel e i dettagli sulle scrivanie testimoniano una continuità tra pratiche storiche e approcci contemporanei.

interviste ai protagonisti della creatività

Nell’ambito della visita sono state programmate interviste con figure chiave della produzione: Yoshiharu Satō, character designer di Romeo’s Blue Skies e The Dog of Flanders, e Jun Takagi, regista di CHIBI MARUKO-CHAN da lungo tempo. Le conversazioni hanno affrontato temi legati ai processi di sviluppo narrativo, alle dinamiche di collaborazione tra reparti e all’eredità della casa nel panorama dell’animazione.

Figure di rilievo legate all’attività dello studio:

  • Hayao Miyazaki — contributo al design delle scene per Anne
  • Isao Takahata — regia e direzione di World Masterpiece Theater
  • Yoshiharu Satō — responsabile del design in Romeo’s Blue Skies e The Dog of Flanders
  • Jun Takagi — regista di CHIBI MARUKO-CHAN
  • Yoshifumi Kondō — character designer della World Masterpiece Theater

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