Rinascita sceneggiatori e similitudini tra task force di fisk e ice di trump

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Rinascita sceneggiatori e similitudini tra task force di fisk e ice di trump

Le dinamiche di potere e controllo messe in scena nella serie si intrecciano con riflessioni più ampie su eventi e narrazioni già viste altrove. In un confronto con Entertainment Weekly, lo showrunner Dario Scardapane e la executive producer Sana Amanat hanno analizzato le somiglianze tra la task-force anti vigilanti legata a Wilson Fisk (Kingpin) e l’azione dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement Agency) associata a Donald Trump.

task-force anti vigilanti e ICE: i parallelismi analizzati da dario scardapane

Scardapane ha spiegato che le scene sono state scritte e girate con largo anticipo, ma che durante la post-produzione si è creato un cortocircuito tra finzione e realtà, rendendo il contenuto sorprendentemente aderente a ciò che accade nel mondo reale. La sensazione descritta è quella di una convergenza temporale tra quanto mostrato a New York nella serie e quanto sarebbe già avvenuto altrove, indicando un precedente storico a Cipro nel 1974.

Secondo lo showrunner, l’osservazione dell’ascesa storica degli autocrati segue spesso un percorso riconoscibile: il riferimento è a figure come Nerone, Pinochet e Franco, accomunate da un’apparente somiglianza di “copione”. In questo schema, una lezione implicita diventa centrale: quando si prendono spunto da eventi passati, la storia tende a ripetersi se non si riesce a imparare dal proprio passato.

coercizione e ripetizione storica nelle scene della serie

Scardapane ha inoltre richiamato una scena collocata alla fine della seconda stagione, presentandola come un frammento che richiama da vicino la dimensione storica. L’idea di fondo espressa è che, esplorando storie alimentate da eventi passati, emergano pattern ricorrenti.

fumetti marvel e simbolo della resistenza: la lettura di sana amanat

Amanat ha spostato l’attenzione su un parallelo più specifico, indicando che il confronto più evidente potrebbe essere fatto con i fumetti Marvel. Il punto decisivo, come descritto, è che il cattivo non resta ai margini, ma diventa parte del sistema e finisce per controllarlo.

Nel ragionamento riportato, la domanda riguarda cosa accade a un personaggio come Daredevil, definito come lontano dalla figura dell’eroe tradizionale. Il personaggio viene descritto come complesso e consapevole della necessità di trasformarsi nel simbolo della resistenza, basando la propria forza sulla collettività. In questa prospettiva, la resistenza assume una funzione di aggregazione: la motivazione nasce nel gruppo e il potere, nel finale, appartiene al popolo.

Amanat ha aggiunto che, in ambito Marvel, esistono già racconti con affinità narrative e che la storia descritta viene interpretata anche come una “storia della storia”.

una scena che rispecchia la realtà: il prelievo da un negozio

Un passaggio della serie viene ricondotto a un’eco concreta di eventi reali: viene mostrata una task-force anti-vigilanti che preleva una donna da un negozio di alimentari, per poi portarla via a bordo di un furgone nero senza contrassegni. Scardapane ha collegato questa immagine a un omaggio cinematografico, citando Fruitvale Station (2013) di Ryan Coogler, definito come un esempio storico di coercizione nei confronti delle comunità emarginate.

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