Recensione di Sworn: un roguelite che delude le aspettative
Con l’uscita di un titolo che ha ridefinito il genere nel 2019, lo spazio roguelite ha visto emergere una nuova prospettiva narrativa e di gameplay. Sworn, sviluppato da Windwalk Games e pubblicato da Team17, si colloca in questa onda proponendo una cornice ispirata al mito arturiano, accompagnata da una narrazione più cupa e da un tono più sobrio. Il risultato è una esperienza che coniuga progressione, combattimento tattico e un’atmosfera gravosa, mantenendo una linearità di fondo pur offrendo significativi sbocchi di gioco.
sworn: roguelite arturiano e ritmo diverso
ambientazione e narrazione
sworn si appoggia al racconto arturiano come cornice tematica principale, tra Re Artù e Merlino, in un contesto medievale segnato da poteri alterati e da una governance corrosa. Il tono generale è più grave e meno ironico rispetto ad altri esempi del genere, con una svolta narrativa che privilegia la tensione e la resistenza piuttosto che l’epica eroica.
tempo di gioco e stile di combattimento
Il ritmo è più contenuto e riflessivo, con una gestione del tempo che conferisce peso a ogni attacco, schivata o abilità. Ogni azione occupa una finestra di opportunità più ampia, richiedendo al giocatore di anticipare le mosse dei nemici e di muoversi con prudenza. Questo approccio contrasta con la dinamicità immediata tipica di altre opere del genere, offrendo un combat system più misurato e ragionato.
loop di gioco e progressione
Il ciclo di base prevede l’esplorazione di stanze, l’eliminazione dei nemici e l’ottenimento di potenziamenti associati all’arma, con una scelta tra due varianti prima di procedere verso il boss di zona. Non mancano elementi tipici della progressione meta persistente, ma la sensazione di novità sistemica risulta meno marcata, rendendo l’esperienza complessiva piuttosto prevedibile in alcuni passaggi.
scelte di classe e dinamiche cooperative
Le classi disponibili includono opzioni come cavaliere, spadaccino e maga: differenze funzionali presenti ma non radicali, bilanciate e con un’identità meno marcata rispetto agli armi iconici di altri titoli. Una novità importante è la modalità cooperativa online fino a quattro giocatori, che modifica notevolmente ritmo e approccio agli scontri, introducendo una gestione di classi, posizionamento e sinergia tra abilità.
aspetto tecnico e sonoro
Dal punto di vista visivo, Sworn adotta uno stile in cel shading grezzo ma definito, con linee marcate e texture che contribuiscono a creare un mondo decadente. Le animazioni delineano chiaramente le fasi di combattimento, mentre gli effetti particellari restano funzionali e leggibili anche nelle situazioni più caotiche. Per quanto riguarda le prestazioni, il titolo è stabile su PC, con caricamenti rapidi e una fruizione fluida. L’accompagnamento sonoro sostiene l’atmosfera senza fornire guizzi memorabili, restando nell’alveo di una colonna sonora adeguata ma non memorabile come in altre opere del genere.
valutazione generale
Sworn dimostra una solida padronanza della formula roguelite contemporanea e una coerenza di design che privilegia ritmo, atmosfera e accessibilità. Tuttavia, la scelta creativa di rimanere entro una zona di comfort limita l’emergere di una identità autonoma molto marcata, mantenendo l’esperienza affidabile ma non rivoluzionaria. Si rivolge a chi cerca una roguelite ben concepita, accessibile e tecnicamente curata, con una versione lenta e riflessiva rispetto a modelli più frenetici.
riferimenti e protagonisti
Nel testo emergono riferimenti a figure chiave della tradizione narrativa e a figure creative associate al titolo originale: Merlino, Re Artù e Darren Korb.
- merlino
- re artù
- darren korb