Recensione di Nioh 3: il capitolo più accessibile della serie

• Pubblicato il • 4 min
Recensione di Nioh 3: il capitolo più accessibile della serie

Nioh 3 si presenta come evoluzione di una delle serie action-RPG più discusse, offrendo un ibrido tra atmosfere giapponesi esoteriche e una struttura di gioco che coniuga ritmo serrato, approfondimento tattico e una dimensione di esplorazione ampliata. Il titolo getta luce su nuove epoche, ambientazioni distinte e una progressione che impone scelte mirate per progredire, valorizzando le dinamiche di combattimento, la gestione della risorsa centrale e la varietà di sfide che incontrano il giocatore lungo il cammino.

nioh 3: ambientazioni, trama e open world

Lo sviluppo, dalle radici datate al 2004, nasceva originariamente come possibile tie-in di una progenie giapponese, spostando poi l’attenzione su un percorso originale che ha contribuito a definire un brand apprezzato. Il racconto si muove tra epoche diverse, ognuna contraddistinta da un ambiente caratteristico e da comprimari che offrono supporto scenico e ludico. Il contesto narrativo ruota attorno a una figura di rilievo nell’epoca Tokugawa, in un arco temporale prossimo al 1622, dove l’assetto politico e la minaccia del Regno Yokai si intrecciano con la volontà del protagonista di condurre e reagire agli eventi.

viaggio attraverso le epoche

La struttura narrativa consente spostamenti tra periodi differenti, con costumi, armi e scenari che ampliano il ventaglio estetico e l’ispirazione storica. Ogni epoca propone ambienti e comprimari specifici, offrendo opportunità di approfondimento tematico pur mantenendo una cornice comune di toni e obiettivi. Il risultato esalta potenzialità visive e di world-building, ma resta legato a una coerenza che in alcuni momenti appare meno salda, con una certa frammentazione di sotto-trame che rallentano il flusso narrativo.

narrazione e sviluppo dei personaggi

Nel corso dell’esperienza, la costruzione dei personaggi principali non sempre raggiunge una completa resa emotiva. Il protagonista e i antagonisti mostrano momenti di indagine e rivelazione, ma la caratterizzazione di certe figure resta meno marcata rispetto alle potenzialità offerte dall’ambientazione. Il confronto tra i motori motivazionali dei personaggi e la progressione della storia è presente, ma non sempre riesce a catalizzare l’empatia necessaria per rafforzare l’impatto narrativo.

struttura open world e gameplay

La mappa aperta divide il gioco tra ampie distese e zone delineate da obiettivi concreti. La varietà delle attività spazia dal controllo di avamposti, a missioni secondarie e alla raccolta di risorse, offrendo una logica di completamento utile per accumulare Amrita, la risorsa chiave per migliorare l’equipaggiamento. Tuttavia, l’esplorazione tende a essere episodica: si procede tra aree diverse senza sempre percepire un filo narrativo coeso, e alcune porzioni paiono destinate a completismo più che a una narrativa coinvolgente.

La direzione creativa sembra orientata a valorizzare la quantità di contenuti rispetto a una rielaborazione strutturale della formula, cercando somiglianze con modelli di successo. L’equilibrio tra ampiezza delle ambientazioni e profondità della storia mette in discussione la densità del world-building: si passa da ambienti maestosi a sezioni meno ispirate, con una sensazione di diluizione della narrazione e una gestione di risorse e loot che può diventare opprimente in mappe di grandi dimensioni.

analisi della progressione, loot e design dei boss

meccaniche di progressione e loot

La progressione ruota intorno all’🌟Amrita🌟, minerale fondamentale per livellare e migliorare l’equipaggiamento. Le attività di raccolta e trasformazione richiedono una gestione continua di inventario, con una certa prevalenza di operazioni nei menu rispetto all’esplorazione, soprattutto in ambienti estesi dove la presenza di nemici multipli aumenta la quantità di loot disponibile ma rende la gestione complessiva meno fluida.

boss e crogiolo

I boss restano una componente di rilievo: i pattern d’attacco risultano leggibili e si prestano a diversi approcci, ma occasionalmente mostrano imprecisioni delle hitbox e danni ad area non sempre perfettamente allineati. Il Crogiolo funge da nucleo di sfida: la tensione torna a salire e richiede un equilibrio tra aggressività e prudenza, soprattutto quando la barra della salute dipende dall’attacco come meccanismo di recupero.

giudizio sul bilanciamento tra quantità e qualità

Nel complesso, emerge una tendenza a privilegiare la quantità di contenuti rispetto a una curatissima qualità narrativa. Le mappe ampie offrono libertà di esplorazione, ma talvolta risultano prive di elementi distintivi sufficientemente coinvolgenti dal punto di vista artistico o narrativo, causando una sensazione di ripetizione e di necessità di compiere azioni simili più volte senza progressi concreti nella storia.

Nomi presenti nel testo:

  • Tokugawa Kunimatsu
  • Kinoshita Tōkichirō
  • Toyotomi Hideyoshi
  • Tokugawa Takechiyo
Categorie: Videogames

Per te

Gnosia: episodio 18

17/02/2026

La puntata 18 di Gnosia viene analizzata per comprendere se possa costituire una chiusura definita della narrazione o...