Rakugo: storia e origini della tradizione giapponese del racconto comico

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Rakugo: storia e origini della tradizione giapponese del racconto comico

Nel panorama delle arti performative giapponesi, rakugo si distingue per un equilibrio sorprendente tra essenzialità e potenza narrativa. Un singolo interprete, poche componenti sceniche e un linguaggio fortemente basato sul ritmo della voce: questi elementi costruiscono racconti capaci di passare con naturalezza dalla comicità alla commozione, fino al colpo finale che fa scattare l’ochi. Il tutto, con una tradizione che ha attraversato secoli, ha conosciuto fasi alterne e oggi torna a guadagnare attenzione grazie a nuove strade di diffusione, tra cui il successo di Akane-banashi.

rakugo: cos’è, struttura e strumenti di scena

Il rakugo (kanji: 落語) è una performance comica interpretata da un solo artista, chiamato rakugoka. La messa in scena punta al minimalismo: l’esecutore rimane seduto nella posizione seiza al centro di un palco spesso privo di elementi elaborati, mantenendo la stessa postura per tutta la durata dell’esibizione.

Non vengono impiegati oggetti di scena complessi, strumenti o tecnologie. L’interprete utilizza soprattutto due elementi: una ventola di carta (sensu) e un fazzoletto o tessuto (tenugui), oltre alla voce. Questo apparato ridotto può far pensare a una narrazione silenziosa e austera; eppure, la realtà è che il pubblico ride spesso anche durante battute considerate grossolane o provocatorie, come quelle legate ai fart jokes.

La performance segue un’impostazione narrativa riconoscibile. L’interprete, seduto al centro e con la fronte appoggiata a terra all’inizio, avvia la sezione chiamata makura, che funge da apertura topicale prima di introdurre la parte centrale. Il cuore del racconto è l’hondai, la storia che l’artista si accinge a narrare.

La resa comica e drammatica dipende dalla capacità dell’esecutore di distinguere voci e manierismi dei personaggi attraverso espressioni del volto e l’uso mirato dei limitati strumenti disponibili. In termini di costruzione, la makura può richiamare l’avvio colloquiale di un comico contemporaneo, mentre l’hondai corrisponde al vero nucleo: il contenuto che sostiene la gag.

rakugo come storytelling comico: storie, estremi e varietà di temi

Il rakugo è un’arte del racconto che, pur ricordando la stand-up solista e la narrazione classica, mantiene un’identità propria. I repertori tradizionali includono storie note per protagonisti e situazioni tratte dalla vita quotidiana, spesso amplificate fino a estremi comici o sentimentali.

Tra i racconti più famosi compaiono, ad esempio, Jugemu, New Shibahama e New Year Festival: esempi che coinvolgono difficoltà legate a nomi molto lunghi, personaggi avari che imparano lezioni sul denaro e padri che sottraggono l’entusiasmo di un nuovo giocattolo ai propri figli.

Oltre alla comicità, il rakugo accoglie anche elementi quotidiani e soprannaturali. Tra le forme citate rientra una versione comica ispirata alla classica storia di fantasmi The Dish Mansion, oltre alla presenza del God of Death come elemento rilevante nella trama di alcune opere moderne e in seguito anche in Akane Banashi.

ochi e punchline: il significato del “fall” nel rakugo

Nella traduzione letterale, il termine rakugo include un riferimento al “fall”. Qui l’idea non rimanda a una poesia di parole che scorrono, né a racconti collegati a un evento precedente. Il “fall” è quello della punchline: il punto che fa scattare la conclusione comica.

Esistono diverse tipologie di ochi (kanji: 落ち), e una parte rilevante del divertimento deriva dall’abilità con cui l’artista porta la punchline, oltre alla forma concreta che essa assume. Le storie risultano inoltre adattabili: la struttura può flettersi in base alla personalità dell’interprete e alla sua impostazione tecnica, mantenendo riconoscibile il percorso fino al colpo finale.

Non tutte le esibizioni puntano solo alla risata. Pur essendo spesso centrato sul comico, il rakugo comprende anche interpretazioni con impostazione non comica, includendo storie di fantasmi, racconti sentimentali e altre tipologie che si adattano al gusto del pubblico o alla formazione specifica dell’esecutore.

Dal punto di vista delle competenze, i rakugoka tendono a sviluppare abilità aggiuntive come danza, canto e musica strumentale. Tali capacità possono richiedere anni iniziali di apprendistato, quando previsto da sistemi di formazione.

rakugo a est e ovest: il confronto tokyo-osaka e l’evoluzione storica

La storia del rakugo non appare lineare: come molte tradizioni culturali giapponesi, l’arte ha attraversato fasi in cui era apprezzata e fasi in cui la sua diffusione non era garantita. Una delle svolte considerate più importanti riguarda la divisione tra Tokyo e Osaka, con conseguenze sullo stile.

il contributo della tradizione edo e la distinzione tra tokyo e osaka

Per comprendere questa frattura stilistica, il contesto richiama il periodo Edo, indicato come una fonte di cambiamento culturale. All’interno di questo quadro, la separazione tra aree geografiche diventa un elemento determinante per leggere la differente resa della performance.

caratteri del rakugo di tokyo e di osaka

Un riferimento bibliografico citato in merito al tema è The Comic Storytelling of Western Japan di M.W. Shores. Secondo questa prospettiva, il rakugo nasce anche dall’esigenza degli interpreti di collegarsi ai membri comuni del pubblico; per questo molti racconti risultano relatable e spesso gravitano su classi lavoratrici o su persone meno agiate.

La distinzione viene letta come Higashi Nihon (Giappone orientale) e Nishi Nihon (Giappone occidentale). In sintesi, il rakugo di Tokyo viene descritto come quello che molti stranieri si aspettano: un’arte in cui prevale l’attenzione per il lavoro artigianale del racconto e la costruzione del testo. Il rakugo di Osaka, invece, viene associato a un’impronta più orientata all’intrattenimento e a uno stile più esuberante.

Collegando le immagini tipiche della narrazione giapponese, il rakugo di Tokyo viene descritto come più raffinato e ordinato, mentre quello di Osaka risulta più rumoroso e socievole. In Akane Banashi, il rakugo presentato nel corso della serie viene indicato come fortemente legato a una versione tradizionale, fondata su tecnica e artigianalità, descritta come tratto chiave dell’estetica associata a Tokyo e coerente con la spinta narrativa dell’inizio della storia.

akane-banashi e la nuova attenzione verso il rakugo

L’interesse recente per il rakugo viene collegato in modo esplicito al successo di Akane-banashi, descritto come un manga e poi anche come anime. Il coinvolgimento dei fan è attribuito a fattori come scrittura incisiva, arte curata e una premessa ritenuta efficace.

Allo stesso tempo, si osserva che il rakugo continua a essere praticato in Giappone in varie sedi. In un periodo di chiusure dovute al COVID-19 e alle restrizioni legate al lockdown, si menziona la necessità di soluzioni moderne, evidenziando come l’ambiente contemporaneo richieda forme di adattamento.

Personaggi, ospiti o membri del cast citati:

  • Haruko Kumota
  • Hosei Tsukitei Shoten
  • M.W. Shores
  • Akane Banashi

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