Pirateria di anime, manga e videogiochi triplicata: il Giappone corre ai ripari

Giampiero Colossi • Pubblicato il 31/01/2026 • 4 min

La diffusione di contenuti digitali nel panorama giapponese ha raggiunto livelli allarmanti, con un'impennata significativa nella pirateria online che coinvolge film, musica, manga, videogiochi e merchandise di personaggi. La crescente illegalità nel settore mette in discussione non solo la tutela dei diritti d'autore, ma anche l'intera economia legata alla cultura pop giapponese, che si estende ben oltre i confini nazionali. La strategia delle autorità giapponesi si concentra sull'adozione di misure di contrasto efficaci, anche se il fenomeno continua a evolversi, alimentato dalla domanda di contenuti piratati e dalla loro diffusione globale.

espansione dei danni economici della pirateria in giappone

Secondo i dati pubblicati dal METI, nel 2025 i danni causati dalla pirateria hanno raggiunto un valore di circa 5,7 trilioni di yen (circa 37 miliardi di euro), una cifra che rappresenta quasi il triplo rispetto a quella di tre anni prima. Con l'inclusione di nuove categorie come il merchandise di personaggi, il danno complessivo supera i 10,4 trilioni di yen (circa 67 miliardi di euro). La ricerca si basa su un'indagine condotta con partecipanti provenienti da diversi paesi, tra cui Giappone, Cina, Vietnam, Francia, Stati Uniti e Brasile, analizzando danni nelle aree di film, editoria, musica, videogiochi e merchandise.

andamento e distribuzione dei danni

Le principali voci di costo riguardano l'editoria, con 2,6 trilioni di yen (circa 16,8 miliardi di euro), e il settore cinematografico, con 2,3 trilioni di yen (circa 14,9 miliardi di euro). Seguono i danni ai videogiochi, stimati in circa 500 miliardi di yen (circa 3,2 miliardi di euro), e alla musica, con circa 100 miliardi di yen (circa 648 milioni di euro). Questi dati dimostrano come, nonostante la riduzione del consumo individuale di contenuti piratati, i danni economici crescano grazie a vari fattori, tra cui fluttuazioni dei tassi di cambio e la crescente presenza di contenuti giapponesi all’estero.

strategie del governo giapponese contro la pirateria digitale

Le autorità mostrano una forte determinazione nel contrastare la pirateria, prevedendo l'implementazione di diverse misure. Tra esse si evidenziano:

  • l'istituzione di nuove sedi di coordinamento con le autorità locali;
  • il rafforzamento delle procedure legali e dei sistemi di contenzioso;
  • il miglioramento delle normative specifiche contro le violazioni di copyright da parte di tecnologie avanzate come l'intelligenza artificiale generativa e i prodotti di merchandise falsificati;
  • la creazione di banche dati sulla proprietà intellettuale per accelerare gli interventi giudiziari.

In questo contesto, si riconosce che, finché esiste una domanda di contenuti giapponesi, si assisterà anche alla presenza di versioni pirata. Per questo motivo, l’obiettivo primario consiste nel promuovere l’accesso a mezzi legali, sostenendo ed espandendo piattaforme di streaming e distribuzione digitale che garantiscono contenuti autentici e tutelati.

una battaglia decisiva contro la pirateria: chiusa una delle principali piattaforme

Un esempio di successo nell'azione di contrasto si traduce nella recente chiusura di Bato.to, uno dei più grandi e noti siti di manga pirata a livello globale. La Content Overseas Distribution Association (CODA) ha annunciato che, grazie a una collaborazione internazionale tra le autorità di Giappone e Cina, il gestore cinese di questa piattaforma è stato incriminato. L'operazione ha origine da una denuncia di cinque editori giapponesi, che hanno fatto intervenire le forze dell’ordine anche a Shanghai.

risultati dell’intervento e impatto economico

Nel corso delle indagini, sono stati sequestrati computer e attrezzature while,che hanno confermato la gestione di circa 60 siti di pirateria attraverso cui si guadagnava oltre 57.000 dollari (circa 52.000 euro) al mese in pubblicità. La chiusura definitiva di tali piattaforme, conclusa a gennaio 2026, ha avuto un impatto economico stimato in oltre 5 miliardi di dollari (quasi 4,6 miliardi di euro), considerando le oltre 7,2 miliardi di visite raccolte in 37 mesi di attività.

La cessazione delle attività illegali ha prodotto anche un aumento delle vendite delle piattaforme legali di manga, come MangaPlaza, che hanno visto raddoppiare le proprie vendite giornaliere nel mercato statunitense.

essi come punto fermo nella lotta alla pirateria

La chiusura di un sito pirata di grande portata dimostra che le azioni di repressione, unita alla crescita dell’offerta legale, rappresentano un passo fondamentale nella tutela dei contenuti digitali nazionali. La combinazione di interventi normativi e collaborazioni internazionali si dimostra efficace per arginare le perdite economiche e rafforzare l’industria culturale del Giappone.

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