Nana interview multiculturale, tournée all estero e anisinger label

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Nana interview multiculturale, tournée all estero e anisinger label

NANO continua il racconto di una lunga intervista iniziata in una prima parte, durante il periodo di permanenza a DoKomi. Cantante e presenza scenica amatissima, l’artista affronta temi centrali: origini multiculturali, maturazione professionale attraverso tour all’estero, prospettive sul rapporto con la musica legata all’animazione e qualche dettaglio sulle opere anime che hanno acceso la passione musicale.

nano e il senso di sentirsi “internazionale” a dokomi

Alla domanda su come sia vivere l’esperienza di esibirsi nel contesto di una convention tedesca, NANO descrive un’impressione immediata: entrando in un evento internazionale, l’identità culturale tende a sfumare. Sul palco e davanti al pubblico, ciò che conta diventa la connessione collettiva, con l’obiettivo condiviso di rockare insieme.

Pur riconoscendo che le differenze tra culture e lingue esistono, il valore della musica resta un elemento unificante. La priorità dichiarata è offrire uno show capace di far vivere ai presenti il momento migliore, mettendo al centro l’esperienza del pubblico.

radici multiculturali e influenza sulle esibizioni oltremare

Il dialogo mette in evidenza come le origini americano-giapponesi possano incidere sul modo di affrontare l’estero. Secondo NANO, avere una sensibilità multiculturale è parte di un’identità personale: la percezione del contesto internazionale diventa naturale, anche perché l’artista si concentra sulla relazione con la folla, non su confini o categorie.

consigli per gli artisti giapponesi verso il pubblico estero

Quando viene chiesto come raggiungere audience fuori dal Giappone, NANO definisce la questione importante e allo stesso tempo complessa. Racconta di non avere ancora una risposta definitiva, anche perché l’obiettivo personale non è considerato completamente raggiunto. Il tema viene descritto come profondo, legato anche alla velocità con cui il mondo ha iniziato a recepire il Giappone in ambito globale.

L’artista osserva che, rispetto ad altri generi o settori come il K-pop, il Giappone ha intrapreso più tardi un percorso di internazionalizzazione. Non sarebbe una questione di mancanza di interesse verso l’estero, ma di abitudini consolidate: il paese viene dipinto come piccolo e storicamente orientato a fare le cose in modo proprio, soprattutto “per sé”. Mancava quindi la modalità per comunicare efficacemente verso il pubblico estero.

Nel frattempo, la crescita dell’interesse internazionale verso l’anime e la cultura giapponese sarebbe arrivata non come scelta pianificata (“vendere anime al mondo”), ma come dinamica guidata dalla domanda globale. Nella percezione interna, oggi avviene un adattamento graduale: sempre più artisti propongono show oltre confine e partecipano a convention internazionali, anche se l’esperienza resta relativamente nuova e può risultare spaventosa per chi è agli inizi, senza certezze su accoglienza e affermazione.

l’esperienza di nano come modello e la spinta a “provare”

NANO racconta che, essendo nata fuori dal Giappone, affrontare l’estero non le ha generato timore. La sua carriera negli ultimi anni include molte esibizioni all’estero, indicate per Stati Uniti ed Europa. Pur definendosi un’artista “piccola”, l’artista esprime la speranza che un confronto con il proprio percorso possa incoraggiare artisti giapponesi a valutare l’ipotesi di partire.

Il racconto include anche una considerazione riportata dall’artista MADKID: secondo quanto emerso nella conversazione, l’esempio di NANO avrebbe trasmesso fiducia, perché l’artista ha mostrato concretamente la possibilità di muoversi tra paesi e comunità. Questo elemento rafforzerebbe l’idea che organizzare concerti in giro per il mondo non sia privo di senso per la comunità giapponese.

Come messaggio finale di orientamento, NANO indica che la direzione da seguire è andare e provare, senza attendere garanzie assolute di successo. Se l’andata all’estero avviene solo perché si presume che tutto andrà bene, molti fan non riuscirebbero a partecipare: il tentativo andrebbe fatto anche quando lo show non si esaurisce o non produce risultati economici immediatamente pienamente soddisfacenti. In parallelo, serve considerare un altro aspetto centrale: esistono persone nel mondo che amano la musica, e l’artista dovrebbe recarsi lì per alimentare quella passione.

dokomi come primo passo: un percorso costruito con il tempo

Alla domanda se una convention possa rappresentare un buon punto di partenza, NANO risponde in modo positivo: lo stesso evento DoKomi sarebbe stato decisivo nel suo percorso. Se non ci fosse stata una presenza 13 anni prima, molte delle esibizioni all’estero realizzate oggi non sarebbero accadute, secondo la sua ricostruzione.

In quel periodo, sia l’etichetta discografica sia la gestione non avevano precedenti esperienze all’estero: l’evento avrebbe rappresentato la prima volta per tutti. Inoltre, in quel momento pochi artisti giapponesi risultavano impegnati fuori dal Giappone, e NANO si definisce tra i primi. L’effetto più concreto viene descritto nei riscontri ricevuti durante le performance e le sessioni di autografi: tante persone sarebbero arrivate mostrando entusiasmo e riconoscimento, come dimostrazione che esiste un pubblico desideroso di vedere musica giapponese dal vivo.

La partecipazione a tali momenti avrebbe permesso anche di dimostrare internamente che c’è interesse reale verso un’espansione di questo tipo: costruire qualcosa di più grande richiede tempo, ma la trasformazione sarebbe già in atto.

animazione e identità artistica: orgoglio e flessibilità

Il confronto prosegue con un tema frequente: all’estero l’identificazione degli artisti giapponesi passa spesso attraverso l’animazione, mentre alcuni preferiscono non essere etichettati come “anisong artist”. NANO osserva che esiste questa sensibilità tra vari artisti, con motivazioni diverse.

Per alcuni, cantare brani legati all’anime rappresenta il sogno e il traguardo. Altri, invece, avrebbero scelto di essere musicisti in generale, con l’animazione come via principale attraverso cui farsi conoscere o come grande opportunità di visibilità. L’artista sottolinea che anche nel contesto giapponese esibirsi in ambito anime può costituire una chiave utile per raggiungere un pubblico più ampio.

niente etichette rigide per nano

NANO afferma di non identificarsi come “anime singer” in senso esclusivo. Il suo amore va alla musica in generale e al rock. All’interno di una convention, però, sa che molte persone sono presenti per ascoltare i brani legati all’anime: per questo esprime orgoglio nel dichiarare di avere canzoni per quel contesto. In un evento dedicato all’anime diventa quindi “anime singer”; fuori da quelle circostanze, si definisce capace di essere chameleon singer, cioè adattare la propria presenza artistica a contesti diversi.

promozione musicale e difficoltà nel mercato giapponese

Alla domanda su quanto sia complicato promuoversi come musicista, NANO risponde che nel mercato giapponese la promozione risulta difficile. L’artista descrive un lavoro costante alla ricerca di strategie e modi per farsi conoscere, senza però avere la certezza di essere riuscita a promuoversi in modo sufficiente o di possedere una visione completa su quali azioni sarebbero le più efficaci. La difficoltà viene riassunta come un’incognita continua.

messaggio ai fan oltreoceano e anniversario di nano

La parte finale dell’intervista include un messaggio diretto ai fan all’estero. NANO torna idealmente a DoKomi salutando il pubblico del luogo, sottolineando la crescita dell’evento nel tempo e la sensazione di assistere a un’evoluzione significativa.

Rivolgendosi alla comunità internazionale, l’artista dichiara il desiderio di raggiungere numerosi paesi in cui non è ancora stata e di individuare nuove convention da visitare, con particolare eccitazione per l’idea di andare in nuovi stati in Europa.

Viene anche ricordata una tappa importante: il prossimo anno rappresenta il 15° anniversario della carriera musicale. NANO esprime stupore per la durata della sua attività e manifesta il desiderio di realizzare un piccolo world tour, senza però dare garanzie. In chiusura, tra i possibili obiettivi, cita la Spagna tra i paesi che spera di includere.

bonus: anime che hanno ispirato la musica di nano

La sezione bonus approfondisce le influenze artistiche a partire da opere anime. Alla domanda sul primo CD e su quale anime abbia acceso l’ispirazione, NANO indica Detective Conan come riferimento principale. La musica associata all’anime viene descritta come molto vicina al rock and roll, con citazioni di artisti come B’z. L’esperienza avrebbe stimolato il desiderio di cantare davanti alla famiglia nel salotto, trasformando la passione in un momento di divertimento immediato.

Successivamente, l’artista racconta di essersi imbattuta anche in Fullmetal Alchemist, apprezzando particolarmente la qualità musicale del progetto.

fullmetal alchemist: preferenze e canzone preferita

Alla richiesta di scegliere tra Fullmetal Alchemist (2003) e Fullmetal Alchemist: Brotherhood (2009), NANO afferma di aver iniziato con l’anime originale, quello del 2003. L’affetto per quella versione rende più difficile per lei passare a una nuova versione, secondo la sua testimonianza: si definisce “oldie” e attribuisce un valore elevato alla musica, ricordando di aver visto tutti i 51 episodi in un unico flusso.

Come canzone preferita segnala “Rewrite”, dichiarando di averla anche cover una volta.

guest e collaborazioni nominate nell’intervista

Nel corso della conversazione vengono citate anche altre figure collegate a tour, confronto artistico e contenuti comuni:

  • NANO
  • STEREO DIVE FOUNDATION
  • MADKID
  • SHIN.

dream big e aНomaly: riferimenti ai contenuti discografici

Nel contesto dell’intervista viene richiamato “Dream Big”, descritto come la prima canzone ufficiale DoKomi co-prodotta da NANO e STEREO DIVE FOUNDATION.

In chiusura, viene segnalato anche l’ultimo EP di NANO, “aИomaly”, disponibile sulle piattaforme digitali.

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