Monte fuji divieti ignorati turisti: sindaco stanco di soccorsi e salvataggi
La stagione di scalata del Monte Fuji impone regole precise, eppure ogni anno si ripresenta la stessa scena: persone che ignorano i divieti, si avventurano quando i sentieri sono chiusi e, al bisogno, chiedono interventi di soccorso. A riportare la questione al centro dell’attenzione è stata una recente conferenza stampa del sindaco di Fujinomiya, che ha espresso apertamente la propria frustrazione per un comportamento considerato irresponsabile.
fujinomiya e monte fuji: perché i divieti sono decisivi
Fujinomiya è una città della prefettura di Shizuoka, nella regione di Chūbu, a circa 100 chilometri a sudovest di Tokyo. Si trova alle pendici meridionali del Monte Fuji e rappresenta una delle principali porte d’accesso alla montagna. Nel territorio cittadino ricade uno dei quattro sentieri ufficiali di scalata, indicato come quello più corto per raggiungere la vetta.
La zona è inoltre nota per il Santuario di Fujisan Hongu Sengen Taisha, uno dei più antichi luoghi di culto shinto dedicati alla venerazione del Fuji. Proprio la combinazione tra posizione strategica e attrazione turistica rende Fujinomiya una meta molto frequentata, ma allo stesso tempo la responsabilità legata a gestione, logistica e sicurezza degli escursionisti ricade in larga parte qui.
stagione ufficiale e condizioni invernali
Il Monte Fuji presenta una stagione di scalata ufficiale che, in via indicativa, va dai primi di luglio ai primi di settembre. Al di fuori di questo periodo, i sentieri sono chiusi e le stazioni di supporto risultano inattive. La montagna, osservata da lontano, può apparire quasi invitante grazie alla sua silhouette iconica, ma a quote attorno ai 3776 metri il rischio cresce sensibilmente: le condizioni meteo possono diventare imprevedibili, la neve può essere abbondante e non ci sono infrastrutture di assistenza disponibili.
turisti fuori stagione e soccorsi: cresce la polemica
Nonostante i cartelli e le limitazioni, alcune persone continuano a salire quando l’accesso non è consentito. Ne conseguono operazioni di recupero che, secondo quanto riferito, si ripetono con una frequenza tale da alimentare la frustrazione delle autorità locali.
caso recente: caduta vicino alla nona stazione
Il caso che ha riacceso la discussione riguarda un turista cinese di 23 anni. Nella notte del 3 maggio ha percorso il sentiero di Fujinomiya partendo dalla quinta stazione insieme a due conoscenti. Ha raggiunto la vetta e, durante la discesa, nei pressi della nona stazione, avrebbe perso l’equilibrio ed è caduto lungo un pendio. L’incidente gli ha provocato escoriazioni alla mano destra e al braccio sinistro.
Il turista è riuscito a scendere autonomamente fino alla quinta stazione, poi ha chiesto a un compagno di contattare un’ambulanza. La montagna risultava coperta di neve e l’accesso era ufficialmente chiuso in quel periodo.
precedenti: un altro soccorso la settimana precedente
La situazione non sarebbe rimasta isolata: la settimana precedente, un altro turista straniero aveva già richiesto un intervento di soccorso, riproducendo dinamiche analoghe. Questo andamento periodico ha reso l’episodio un punto di discussione ricorrente, riconducibile a scelte considerate in contrasto con le regole di sicurezza.
sindaco hidetada sudo: critiche dirette sulla responsabilità
Nel corso della conferenza stampa dell’11 maggio 2026, il sindaco di Fujinomiya, Hidetada Sudo, ha espresso in modo netto il proprio disappunto. Ha affermato che i turisti che agiscono ignorando i divieti non si assumono la responsabilità delle proprie azioni.
Le sue parole sono state estremamente esplicite: l’atteggiamento “se ho bisogno di essere salvato, qualcuno verrà a salvarmi” è stato definito ridicolo. Ha inoltre aggiunto che, qualora i soccorritori riportassero danni durante le operazioni legate a questi casi fuori stagione, ciò sarebbe insopportabilmente vergognoso per le loro famiglie e per i loro superiori.
costi dei soccorsi e precedenti: chi paga le operazioni?
La posizione del sindaco non risulta isolata. In precedenza, già a maggio dell’anno precedente, Hidetada Sudo aveva sostenuto che le spese per i soccorsi fuori stagione dovrebbero essere sostenute dai soccorritori stessi, invece che dai fondi pubblici. La proposta aveva ricevuto attenzione anche da parte del governatore di Yamanashi, che aveva dichiarato di essere in fase di valutazione per una possibile legislazione in tal senso.
Attualmente, le spese di soccorso sono coperte da fondi governativi. Esiste però un riferimento interno: nella prefettura di Saitama, gli scalatori non autorizzati sarebbero tenuti a pagare i costi collegati al carburante per i soccorso in elicottero.
costi stimati di un soccorso in elicottero
I numeri contribuiscono a spiegare la tensione. Un’operazione di soccorso in elicottero sul Monte Fuji può costare tra 600.000 e 800.000 yen, equivalenti a circa 3.700–5.000 euro. La stima riguarda il mezzo aereo e non include squadre di terra e mezzi medici.
percezione dall’estero e rischio reale fuori stagione
Secondo le ragioni richiamate dalle autorità locali, una parte del problema deriva anche da come il Monte Fuji viene percepito all’estero. Da lontano, i fianchi possono apparire dolci e la sagoma è riconoscibile ovunque, facendo sembrare la montagna raggiungibile da chiunque. In realtà, oltre i 3700 metri e fuori dalla finestra di scalata, il quadro cambia: la combinazione di neve, meteo instabile e mancanza di infrastrutture può rendere l’area realmente pericolosa.
Le autorità sperano che il messaggio di sicurezza riesca a raggiungere pienamente chi decide comunque di partire, riducendo la ripetizione di interventi considerati conseguenza diretta di scelte non autorizzate.
personalità citate
- Hidetada Sudo, sindaco di Fujinomiya
- Governatore di Yamanashi
- Turista cinese di 23 anni
- Turista straniero intervenuto nella settimana precedente
