MIO: Memories in Orbit - Recensione di un gioiello metroidvania
Una proposta metroidvania dal sapore malinconico e dall’estetica ricercata, mio: memories in orbit propone un viaggio tra corridoi labirintici di una nave astrale abbandonata. La protagonista è MIO, un piccolo automa che si risveglia sul Vascello, una gigantesca arca invasa dalla vegetazione. Le Perle, IA custodi, giacciono inattive e la missione consiste nel riportare vita all’istituzione orbitale e recuperare i ricordi del passato, per evitare la fine dell’arca.
mio: memories in orbit — contesto, stile e atmosfere
Lo sviluppo è firmato dai Douze Dixièmes, mentre la pubblicazione è affidata a Focus Entertainment. L’approccio visivo richiama l’ispirazione ai migliori esempi del genere, con una cifra stilistica che ricorda i fumetti occidentali e una palette di toni pastello che contribuisce a creare un’atmosfera poetica e meditativa. Il gioco mantiene un framerate stabile, offrendo una fluidità costante durante le sequenze di azione e di esplorazione. La colonna sonora, composta da Nicolas Gueguen, alterna estetiche lo‑fi a momenti corali, esaltando i contrasti tra calma e tensione durante gli scontri con i boss. La narrazione stimola l’esplorazione accurata di ogni compartimento del Vascello, incentivando la scoperta di dettagli utili per progredire.
mio: memories in orbit — meccaniche di gioco e progressione
La trama si sviluppa esplorando ambienti interconnessi, con una mappa che consente di segnare punti di interesse e zone accessibili solo con abilità specifiche. All’interno di ogni area è presente una Porta del Network, punto di riposo dove è possibile ripristinare salute e Modificatori da installare nella Matrice di Allocazione di MIO. Alcuni Modificatori richiedono l’impiego di punti, altri prevedono malus in cambio di un incremento complessivo, offrendo diverse opportunità tattiche in funzione del nemico affrontato. Le dinamiche di esplorazione includono sezioni di platforming che richiedono l’impiego sapiente di tali abilità, i livelli di sfida variano tra incontri e boss ben progettati ma impegnativi. Durante l’avanzamento, alcuni eventi di trama fanno temporaneamente diventare punti vita neri, costringendo a gestire con attenzione le risorse e rendendo i recuperi meno consistenti di quanto ci si aspetti.
Il sistema di combattimento risulta immediato da apprendere, ma soddisfacente grazie a una serie di abilità che ampliano il ventaglio di tattiche disponibili. Tra le capacità chiave c’è la Schivata a scomparsa, utile per evitare colpi critici, e la Forcina, una mossa che consente di avvicinarsi rapidamente ai nemici distanti e di incrociare i frame necessari per la difesa. Le abilità non si limitano al combattimento: alcune sovraccaricano meccaniche di esplorazione e potenziano il movimento, come il Granpasso per aggrapparsi alle superfici e la Vela per planare. Ogni abilità consuma energia, che si ricarica a contatto con il terreno; in seguito è possibile rigenerarla in aria colpendo bersagli, offrendo opportunità di combattimento aeree. In caso di sconfitta, si perde la valuta di gioco chiamata Madreperla, necessaria per acquistare oggetti da Mel e curarsi nelle Vasche di Madreperla. Esiste però una strada per evitare perdite permanenti: è possibile cristallizzare le Madreperle in macchinari, rendendole permanenti.
In termini di esperienza, l’esplorazione e l’adattamento alle differenti situazioni di combattimento rimangono al centro della progressione. L’intera struttura di gioco incentiva l’esplorazione continua, offrendo nuove opportunità per superare ostacoli tramite l’acquisizione di abilità avanzate e l’uso strategico dei Modificatori. L’insieme di elementi meccanici, combinato a una direzione artistica convincente e a una colonna sonora curata, si traduce in un prodotto che, pur presentando difetti, mantiene un livello di qualità elevato.
Dal punto di vista grafico e sonoro, l’estetica ricorda i fumetti d’autore, con una grafica che valorizza le linee e le texture di una nave arrugginita ma vivace. Il comparto sonoro accompagna efficacemente le diverse fasi dell’avventura, intensificandosi nei momenti di bossfight. La gestione dei controlli resta fluida e con una curva di apprendimento contenuta, permettendo ai giocatori di immergersi rapidamente in un mondo che premia l’esplorazione e la riflessione su ciò che è accaduto nel passato dell’arca.
In conclusione, mio: memories in orbit si distingue all’interno del panorama metroidvania per la sua lore curata, un combat system accessibile ma profondo e una realizzazione artistica di alto livello. Le scelte di design, pur presentando lievi limitazioni legate al sistema di schivata e a una certa durezza in alcune fasi, non compromettono l’esperienza complessiva e offrono un titolo degno di attenzione per gli appassionati del genere.
Personaggi principali e figure rilevanti presenti nel contesto narrativo:
- Samsk — robot alleato che fornisce potenziamenti e supporto durante l’esplorazione
- Mel — mercante presente sul Vascello, referente per l’acquisto di risorse
- Nicolas Gueguen — compositore della colonna sonora, accompagnamento sonoro del mondo di gioco