Malinconia dei vent'anni in haruhi suzumiya e il suo impatto nel tempo
Il rapporto tra internet, musica accelerata e cultura anime ha ridefinito abitudini e ritmi di fruizione. Tra sperimentazione sonora e nuovi canali di condivisione, si è formata una sensibilità che ha reso più rapido l’accesso ai contenuti e più partecipata la loro circolazione.
nightcore e brigata sos: quando anime e web accelerano le passioni
Haruhi Suzumiya viene descritta come una ragazza eccentrica e esplosiva, spesso evitata dai compagni perché percepita come “svitata”. Le voci su di lei vengono considerate non infondate: non mostra interesse per le persone ordinarie e cerca invece eventi fuori dagli schemi o qualcuno in grado di dare “colore” alla propria vita. Al centro delle sue attenzioni compaiono ESP, viaggiatori del tempo e alieni. Per assecondare queste inclinazioni, il comune liceale Kyon le suggerisce di fondare un club tutto suo: nasce così la Brigata SOS, un club legato al paranormale, con Kyon trascinato nel progetto.
origine nightcore: da progetto scolastico a fenomeno internet
La nascita del nightcore viene collocata nel 2002, quando due produttori norvegesi, Thomas S. Nilsen e Steffen Ojala Søderholm, avviarono un progetto scolastico basato sull’accelerazione di tracce trance poco note tramite l’economico software di produzione Dance eJay 3. Il tono veniva modificato leggermente e al lavoro veniva associato il nome del duo: Nightcore.
Pur con valutazioni modeste per il primo album, i produttori pubblicarono successivamente un sound più elaborato. L’affermazione arrivò grazie a un nuovo software descritto come “top secret” sul sito web del duo, ormai non più disponibile. Con il tempo, il percorso passò da piattaforme come LimeWire fino a YouTube, presente fin dalle origini nel 2006.
nightcore come genere: velocità, bpm e riconoscibilità online
Con la diffusione dei brani in rete divenne complesso stabilire con certezza quali tracce fossero effettivamente riconducibili a Nilsen e Søderholm e quali invece fossero prodotte da imitatori. Molti file venivano caricati online senza crediti, rendendo meno tracciabile l’origine delle versioni.
Presto il termine nightcore iniziò a essere usato non soltanto come etichetta di un duo, ma come riferimento a un genere musicale diffuso principalmente su internet.
formula nightcore: aumento di velocità e intervallo bpm
Secondo la spiegazione attribuita a Fan Fiction nella storia del genere pubblicata su NEST HQ di Skrillex, la “formula” del nightcore si riassume in un aumento approssimativo della velocità del +25%. Il risultato sonoro porta tipicamente a un tempo compreso tra 160 e 180 bpm.
abbinamento visivo: illustrazioni anime e fan-art
Tra le prerogative segnalate del nightcore rientra l’abbinamento del brano a un’illustrazione raffigurante una ragazza anime, spesso sotto forma di fan-art poco nota o non legata a una serie specifica. L’immagine viene descritta come una “generica ragazza dee-jay”, richiamando la tipologia dei wallpaper presenti nei CD-ROM di Benkyo!.
canzoni ideali: pop-trance, eurodance e percezione di “velocità originaria”
Il modello di accelerazione viene indicato come efficace soprattutto con hit pop-trance ed eurodance. L’obiettivo dichiarato dai creatori è far sì che le tracce risultino come se fossero state “concepite così fin dall’inizio”. Il confronto con le versioni originali porta spesso a percepirle come “lente”, rispetto alla versione accelerata.
il fascino del nightcore: divertimento rumoroso e radici nella condivisione
Nel testo viene messa in evidenza una descrizione del fascino del nightcore: un elemento ricondotto al divertimento rumoroso e sfacciato, con una componente di suoni descritti come sdolcinati e caramellati. La forza del genere viene collegata alla sua natura di artefatto che affonda le radici nell’internet precedente, meno formale, dove la condivisione di file e la cultura dei forum erano centrali e in cui molti aspiranti produttori sperimentavano la possibilità di entrare in contatto con una comunità online più ampia.
nostalgia anni 2000: web, anime e un nuovo modo di condividere
Nel racconto compare anche una questione legata alla nostalgia. Si sostiene che la nostalgia dei primi anni 2000 potrebbe non raggiungere la stessa presa di quella degli anni ’70 e ’80, ma la valutazione non viene accolta come certa. Viene richiamata una regola empirica che attribuisce alla nostalgia un ciclo di circa vent’anni, con esempi tratti da film come American Graffiti (1973) e Grease (1978, ambientato nel 1958). Il tema si collega anche all’idea di riconoscere un ritorno “ci siamo”, prendendo come riferimento il trailer di Scary Movie in uscita con musica di Eminem.
Il testo introduce anche Simon Reynolds, critico musicale e autore del saggio Retromania, che sostiene che con l’avvento del web il senso cronologico collettivo sia diventato più vago. Sul versante anime, viene indicata una differenza: non esiste un unico titolo capace di monopolizzare i ricordi e creare feticci generazionali; al centro compare invece un nuovo metodo di condivisione di informazioni e passioni.
anni 2000 come far west digitale: hub di forum, blog e fansite
Vengono evocati i primi anni in cui internet si è diffuso davvero, con un arco temporale che va da Windows 98 fino al boom di YouTube. La nostalgia viene associata all’idea di un periodo “innocente” di sviluppo e scoperta, in cui blog, fansite e forum funzionavano da hub per radunare persone con interessi affini e creare community. Il testo contrappone questa fase a una successiva standardizzazione, con una manciata di piattaforme social che avrebbe finito per monopolizzare il modo di comunicare.
Nel quadro viene menzionata anche la presenza di banner pubblicitari, bot di ogni genere, AI slop e stacchi pubblicitari lunghi e non saltabili.
internet per i millennials: banda larga, anime e riduzione delle distanze
Per molti della generazione Y (millenials), internet è stata la prima occasione di sperimentare il mondo oltre confini noti, inizialmente in forma virtuale. Il testo collega questo passaggio al periodo scolastico superiore e al diploma, coincidente con l’affermazione capillare della banda larga ADSL. Collegarsi a internet viene descritto come entrare in un mondo “magico” lontano dalla vita reale, con riferimenti alle attività tipiche del ventenne: esami universitari, primi colloqui imbarazzanti e serate in cui si serviva ai tavoli.
Il cambio di prospettiva viene sintetizzato con l’idea che oggi si percepisca spesso il bisogno opposto: la necessità di “fuggire” da internet. Oltre alle coincidenze anagrafiche, viene individuata una rivoluzione culturale nella fruizione dell’animazione giapponese.
da tv e dvd a video sharing e fansub: l’appassionato protagonista
Nel primo decennio del nuovo secolo, il testo descrive il superamento dell’assetto in cui l’appassionato risultava vincolato ai ritmi televisivi di reti nazionali e a un’offerta come MTV Anime Night, in fase calante. Si cita anche l’acquisto di DVD da parte di una manciata di editori. Con banda larga, servizi di video sharing e diffusione dei fansub, l’animefan viene presentato come pioniere e, soprattutto, padrone della propria passione.
Viene sottolineata la possibilità di scegliere contenuti non limitati ai titoli mainstream: anziché restare su Naruto, Death Note e Fullmetal Alchemist, diventa praticabile seguire produzioni come Bokusatsu Tenshi Dokuro-chan, seguire le vicissitudini fantasy-lesbo di Kannazuki no Miko o lasciarsi coinvolgere da storie strappalacrime come Air e Kanon.
La condivisione online riduce barriere quantitative, geografiche e temporali tra Giappone e resto del mondo. Per esempio, Death Note, indicato come anime mainstream del periodo, impiegò mediamente 1-2 anni per varcare i confini nazionali: 4 ottobre 2006 per la prima messa in onda giapponese, 20 ottobre 2007 per quella americana e 28 ottobre 2008 per quella italiana. Con la condivisione via web, il divario temporale viene descritto come destinato a dissolversi gradualmente, avvicinando, con le dovute differenze, l’appassionato d’oltreoceano al suo omologo giapponese, oltre allo scavalcamento di un tramite fino a quel momento essenziale come network o editore home video.
fruizione attiva e creazione: amv, mad e piattaforme come NicoNico e youtube
La fase successiva descrive il passaggio da una fruizione passiva, come guardare la televisione o inserire una VHS, a una fruizione attiva. Il testo introduce l’avvento di video MAD e AMV e di altre creazioni “fatte in casa”, inizialmente limitate ai circoli del Comiket. Con nuovi mezzi e programmi e con la nascita di piattaforme come NicoNico e YouTube, la produzione di contenuti diventa più accessibile.
Il nuovo modello di visione della serie non presuppone un potere assoluto dei produttori e dei network, ma include anche il potere creativo dei consumatori. Nel complesso, viene restituita l’immagine di tutto che corre più in fretta, estensivamente e in modo più incontrollabile, come già accade con la musica accelerata legata al nightcore.
persone citate
- Thomas S. Nilsen
- Steffen Ojala Søderholm
- Fan Fiction
- Skrillex
- Simon Reynolds
- Eminem