Il creatore dell'ispirazione di Umamusume stupito successo del gioco

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Il creatore dell'ispirazione di Umamusume stupito  successo del gioco

Dopo il rilascio sul territorio europeo dello scorso anno, Umamusume: Pretty Derby si è imposto come uno dei titoli mobile di maggior successo, trascinando nel mainstream anche le culture del cosplay e le discussioni online. Il gioco, pubblicato da Cygames, aveva trascorso diversi anni confinato al mercato giapponese ma ha trovato terreno fertile anche oltre oceano, grazie a una combinazione di grafica accattivante, interazioni sociali e incarnazione di cavalli in personaggi femminili che hanno saputo catturare l’interesse di una vasta comunità.

umamusume: pretty derby e l'espansione internazionale

La diffusione internazionale ha coinvolto diverse audience e contesti, supportata da una narrazione visiva vivace e da contenuti che stimolano la partecipazione degli utenti. L’ingresso nel mercato globale ha richiesto gestione mirata di licensing e adattamenti culturali, mantenendo però fede alle radici sportive del tema e alle possibilità offerte dalla fantasia associata alle protagoniste equine.

La dinamica di crescita del titolo è stata alimentata dall’interesse creato attorno alla rappresentazione di cavalli reali trasformati in protagoniste di una narrativa originale, capace di integrare elementi sportivi, estetici e di community con una strategia di marketing particolarmente efficace.

umamusume: pretty derby e l'intervista al creatore del predecessore

In ambito storico, emerge un profilo che aiuta a inquadrare le scelte creative e le difficoltà iniziali legate all’uso di nomi reali nel contesto videoludico. Tsuyoshi Kaneda, creatore di Derby Stallion: Best Race per NES, racconta come negli anni ’90 l’uso dei nomi reali di cavalli e fantini richiedesse autorizzazioni formali. Per ottenere tali nomi, era necessario interpellare la JRA, e le risposte differivano, arrivando anche a imporre limitazioni sulle statistiche associate ai cavalli reali.

Guardando al presente scenario di Umamusume, Kaneda esprime sorpresa per l’immediato consenso ottenuto e per la capacità del titolo di trasformare cavalli reali in protagoniste femminili, attestando che la sfida iniziale è stata superata con una perseveranza che ha portato a un successo stabile. L’innovazione posta alla base della trasformazione viene vista come un esempio di come una narrazione rinnovata possa aprire nuove strade creative pur nel rispetto delle questioni di licensing.

  • Tsuyoshi Kaneda — creatore di Derby Stallion: Best Race (NES, 1991)

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