Hosoda torna con un film ambizioso e imperfetto: la recensione di Scarlet
Behind-the-scenes of #Scarlet - 3D Composition🎬
— Studio CHIZU → “Scarlet” Coming Soon Worldwide (@StudioChizu) February 10, 2026
Curious on what a scene looks like before it’s finished? Here’s a glimpse at how 3D compositing brings lighting, depth, and atmosphere together in Scarlet's opening scene. pic.twitter.com/8jbf0gTNLM
Scarlet presenta una rilettura audace di temi universali, intrecciando il mito shakespeariano con una realtà fantastica e una produzione visiva che esplora nuove direzioni stilistiche. Il film segna una svolta per l’autore, offrendo una lettura meno estiva e più contemplativa, e ponendo l’accento sulla tensione tra vendetta e vita, tra desiderio personale e crisi esistenziale. Il risultato è una proposta cinematografica che pretende di rinnovare il linguaggio attraverso una fusione 2D/3D, mantenendo al centro una protagonista giovane e una dinamica di rapporto complessa.
scarlet: contesto e protagonisti
trama e protagonisti
La protagonista Scarlet, doppiata da Mana Ashida, è una principessa della Danimarca del XVI secolo che non riesce a vendicare l’assassinio del padre, il re Amleto. Al risveglio si ritrova nelle lande dei morti, un aldilà popolato da anime erranti, dove proseguirà la sua caccia allo zio Claudius, responsabile della rovina della sua famiglia. Al fianco di Scarlet vi è Hijiri, interpretato da Masaki Okada, un infermiere giapponese contemporaneo improvvisamente trascinato in questo regno ultraterreno, che assume il ruolo di contrappunto umano e pacifista alla sete di vendetta della protagonista. La trama non si limita a una mera trasposizione, ma si propone come una rilettura personale del testo shakespeariano, usando la figura di Amleto come cornice per affrontare temi universali legati alla vita, al dolore e al senso della giustizia.
scelte estetiche e tecnica
La produzione impiega un ibrido visivo che differenzia nettamente i due mondi: nei vivi prevale l’animazione 2D tradizionale, mentre nelle lande dei morti si impone la computer grafica tridimensionale. L’intento è creare una “terra dei morti” di grande imponenza visiva, capace di evocare una dimensione onirica e monumentale. Gli scenari mostrano deserti ribaltati dall’acqua, draghi che sorvolano dune ardenti e cieli tempestosi, offrendo immagini di grande tonalità epica. In alcuni passaggi, soprattutto nelle prime scene ravvicinate, il lavoro sui volti risulta intenso e laddove il volto umano può trasmettere calore, la CGI conferisce una profondità atmosferica che aggiunge atmosfera. Questi elementi sono stati presentati anche attraverso materiali promozionali che mostrano la fase di composizione in 3D, testimonianza di un processo creativo ancora in divenire.
narrazione: ritmo e sviluppo
Dal punto di vista narrativo, Scarlet procede con un’andatura che si prende i propri tempi. La prima parte del film stabilisce l’universo visivo e le regole del purgatorio, ma può risultare lenta e talvolta enigmatica, lasciando aperti alcuni interrogativi sulle logiche dell’aldilà e sulle condizioni di accesso alla vita eterna. Il personaggio di Hijiri, concepito come finestra sul mondo odierno e come voce pacifista, appare meno incisivo del previsto, e la relazione tra Scarlet e Hijiri risulta a tratti forzata. Nella seconda parte, tuttavia, la materia narrativa acquista spessore e la tensione cresce, con sequenze che diventano più epiche ed emotivamente coinvolgenti. Il rapporto tra vendetta e significato della vita viene esplorato con intensità crescente, anche se alcune scelte didascaliche emergono verso la conclusione del racconto.
valutazione critica e spunti tematici
La cornice tematica resta interessante: l’aldilà riproduce le ingiustizie del mondo terreno, dove chi detiene potere continua a dominarlo e chi era svantaggiato continua a soffrire. Il disegno di base privilegia una riflessione sull’utilità della vendetta e sul rischio di sprecare la propria esistenza in funzione di un odio. Non mancano momenti di genuino coinvolgimento emotivo, ma la qualità dell’esecuzione resta eterogenea, con passaggi in cui la dinamicità narrativa non raggiunge la fluidità a cui l’autore ha abituato il pubblico. Il finale può assumere toni quasi predicatori, ma resta ancorato a una concezione di fondo che invita a guardare oltre l’azione violenta verso una lettura più ampia della vita e della perdita.
La scelta di fondere due mondi con mezzi espressivi differenti offre una cifra stilistica ambiziosa che, pur con alcune incostanze, propone una visione che resta interessata a proporre una nuova relazione tra linguaggio visivo e racconto. L’esperienza complessiva è quindi cauta, ma non priva di potenziale creativo, capace di lasciare al pubblico spunti di riflessione e immagini memorabili.
Nominali principali legati al film
- mamoru hosoda
- scarlet
- Hijiri
- mana ashida
- masaki okada