Gundam creator yoshiyuki tomino parla delle guerre in corso e del loro significato
Yoshiyuki Tomino, storico creatore e regista di Mobile Suit Gundam, torna a parlare di attualità e tensioni internazionali attraverso la rubrica “Tomino ni Kike” ospitata dalla rivista Animage. Nel numero di maggio, pubblicato il 10 aprile, il discorso prende avvio dalle esperienze legate alla fine della Seconda guerra mondiale e si sviluppa fino alle dinamiche politiche contemporanee, includendo conflitti, identità culturali e scelte di governo.
yoshiyuki tomino e la rubrica “tomino ni kike”
La conversazione nasce da una domanda posta da un lettore di 41 anni residente a Tokyo, che risponde al nome “Ray Ray”. L’interrogativo riguarda i pensieri del regista sul Giappone contemporaneo e sul concetto di guerra, considerando che la generazione del dopoguerra aveva vissuto gli ultimi momenti del conflitto mondiale.
esperienza personale, memoria della guerra e realismo
Tomino apre il confronto spiegando che, al momento della fine del conflitto, aveva quasi quattro anni, quindi non può affermare di avere un’esperienza diretta della guerra. Il regista segnala però che, durante l’Università, ha avuto compagni di corso che hanno vissuto in prima persona i bombardamenti atomici su Hiroshima e Nagasaki.
Secondo Tomino, l’aver appreso la realtà della guerra da chi è sopravvissuto e oggi è ancora presente ha portato a un’interpretazione più concreta e realistica del tema. La riflessione si collega anche al modo in cui certe idee finiscono nelle opere.
gundam come contenitore di idee sulla guerra
Nel passaggio successivo, Tomino collega direttamente la propria visione al lavoro con Mobile Suit Gundam. Il creatore afferma di aver riversato quei pensieri nelle sue opere, citando esplicitamente la serie Gundam.
Tomino aggiunge anche un punto critico sul modo in cui alcuni fan si esprimono pubblicamente: sostiene che alcuni commenti favorevoli alla guerra potrebbero indicare che sia sfuggito il cuore della serie.
guerra in europa: russo-ucraina e narrazione del conflitto
Nel collegare la discussione alle tensioni attuali, Tomino cita conflitti in Europa e in Medio Oriente. Partendo dalla guerra russo-ucraina, afferma che la Russia continua a definire la propria azione una “special military operation” anche a distanza di quattro anni dall’inizio dell’invasione militare dell’Ucraina.
Il regista osserva inoltre che l’uso del termine “war” sarebbe vietato nei media russi, sostenendo che questa impostazione riflette una difficoltà nel riconoscere la responsabilità. Nel suo ragionamento, Tomino lega la facilità con cui sarebbe possibile dare avvio a un conflitto alla mancanza, attribuita alla leadership russa, di una capacità di immaginare e accettare conseguenze.
guerra in medio oriente: attacchi su iran e legami tra religione e militare
Tomino si mostra critico anche rispetto alla guerra iniziata nel febbraio con le azioni aeree condotte dagli Stati Uniti e da Israele contro l’Iran. Il regista collega questa impostazione alla base politica di Donald Trump, descrivendola come costruita su un movimento evangelico bianco.
Nella sua lettura, mentre il mondo diventa sempre più diversificato, una parte della popolazione a cui fa riferimento il regista reagirebbe trattenendosi a una figura di guida “forte” per timore che privilegi e posizioni possano essere sottratti. Tomino aggiunge che, secondo questa impostazione, il presidente potrebbe essere percepito come vicino all’idea del “divino”, rendendo più agevole l’aggancio tra religione e militare.
politica giapponese, autoritarismi e responsabilità del cittadino
La riflessione si sposta poi sulle dinamiche interne del Giappone. Tomino richiama il caso della Germania nazista nel periodo precedente alla Seconda guerra mondiale, sostenendo che governi autoritari spesso nascono inizialmente attraverso elezioni.
Il creatore afferma che il Giappone moderno sembrerebbe avviarsi su un sentiero di quel tipo e definisce una massa di persone “ignoranti” come un elemento particolarmente pericoloso. Nel valutare le preoccupazioni del lettore “Ray Ray”, Tomino riconosce come sensate le ansie legate a notizie su possibili intenzioni dell’attuale amministrazione giapponese: modificare la costituzione pacifista, espandere il comparto militare e dotarsi di armi nucleari.
fidarsi degli esperti non basta: esempi storici e politica operativa
Nel ragionamento successivo, Tomino esprime l’idea che neppure la fiducia in esperti e intellettuali rappresenti una soluzione sufficiente. Porta come riferimenti la rivoluzione francese, la rivoluzione russa e il regime dei Khmer rossi sotto Pol Pot in Cambogia, indicandoli come esempi di intellettuali tirannici capaci di condurre a esiti tragici.
Secondo Tomino, in politica servirebbe un profilo in grado di gestire in modo efficace il lavoro quotidiano a livello municipale. Il punto conclusivo del ragionamento sottolinea che non esistono persone “comode” da cui delegare totalmente le decisioni: ciascuno dovrebbe dedicare tempo e attenzione alla propria riflessione.
prospettiva finale e obiettivo di pace
La colonna si chiude con l’auspicio che il Giappone possa assumere un ruolo di guida nella pace mondiale.
rubrica, domande raccolte e libri pubblicati
Tomino dichiara di aver ricevuto e gestito finora 298 domande nella rubrica “Tomino ni Kike” su Animage. Le voci sono state raccolte in tre libri: Tomino ni Kike, Tomino ni Kike: Ikari no Aka e Tomino ni Kike: Satori no Ao.
nomi citati nel contenuto
- Yoshiyuki Tomino
- Ray Ray
- Vladimir Putin
- Donald Trump
- Hiroshima
- Nagasaki
- Pol Pot