Fate/strange fake season finale: cosa succede nell’ultima puntata

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Fate/strange fake season finale: cosa succede nell’ultima puntata

La chiusura della prima stagione di Fate/strange Fake offre una conclusione progettata per sorprendere: l’arco principale trova il proprio senso nelle decisioni dei personaggi, mentre l’effettivo epilogo di questa fase non si limita a soddisfare le aspettative degli stessi protagonisti. Tra scelte che cambiano la percezione di chi è “umano”, vendette che diventano necessità e conseguenze che restano aperte, l’episodio costruisce tensione con un ritmo controllato, spostando l’attenzione su figure come Tsubaki, Sigma, Jester, Richard e Flat.

tsubaki e la frattura tra fantasia e realtà

Tsubaki viene presentata come la più vicina a una “vittima innocente” in un universo in cui la logica dei maghi si scontra con quella delle persone comuni. Troppo giovane per comprendere davvero il meccanismo del conflitto, prova a rifugiarsi in una versione ideale della propria vita: un mondo in cui esista una famiglia capace di accoglierla con affetto.

Nel suo ideale, Pale Rider assume un ruolo fondamentale. Privo di una personalità stabile, si trasforma nella figura amica che Tsubaki immagina sempre presente, pronta a sostenere ogni desiderio. Le sue abilità apocalittiche vengono quindi impiegate per costruire un mondo coerente con quella fantasia, trasformando i desideri in realtà.

La trama però obbliga Tsubaki ad affrontare ciò che non può essere ignorato. L’illusione viene spezzata quando Tsubaki riconosce i genitori per quello che sono davvero: mostri agli occhi del mondo reale, che la considerano solo uno strumento. In quella consapevolezza emerge un limite netto: non esiste modo di farli felici, né diventeranno mai i genitori che Tsubaki desidera e merita.

La scelta successiva è quella che definisce l’episodio. Tsubaki non reagisce distruggendo il mondo né coltivando rabbia contro i responsabili. Decide piuttosto di salvare ciò che la circonda: rinuncia alla possibilità di mantenere il proprio ideale e accetta di tornare per sempre nel suo mondo solitario e in stato di com“a, così da lasciare agli altri una chance concreta di vivere momenti di felicità.

sigma trova un senso umano nella guerra del calice

Il comportamento di Tsubaki fa emergere a Sigma una verità che prima non aveva pienamente considerato. Nel suo sguardo, la ragazza diventa la conferma di ciò che significa essere trattati come strumenti: non un essere libero, ma un mezzo.

Il punto cruciale però non riguarda soltanto la somiglianza. Sigma osserva che Tsubaki sceglie comunque di andare oltre ciò che avrebbe dovuto essere, una decisione che lui non avrebbe nemmeno preso in considerazione alla sua età. In parallelo, Sigma capisce anche che la sua stessa situazione lo ha portato a sottrarre ad altri quella possibilità di scelta.

Quando emerge che i genitori di Tsubaki non hanno appreso nulla dell’intera vicenda e continuano a pianificare il loro progetto, arrivando persino a voler tagliare la mano di lei e proseguire con il piano legato al graal, Sigma compie un atto definitivo. Da uno stato simile alla semplice obbedienza, arriva a un gesto necessario e allo stesso tempo imperdonabile: uccide entrambi i genitori.

Da quel momento, Sigma realizza che la holy grail war è il luogo in cui le persone scoprono per cosa siano disposte a combattere e morire. Nel suo percorso di comprensione entra anche il ricordo di sua madre. Progressivamente, Sigma viene modellato fino a essere plasmato nella forma di “True Lancer”, proprio come aveva previsto Watcher.

jester e van-fem: la caduta di un vampiro tra ipocrisie e ossessioni

Per l’area dei villain, l’episodio approfondisce un legame che richiama anche elementi legati alla componente Tsukihime, con la caduta di Jester. La situazione si sviluppa con l’introduzione di Van-Fem, descritto come uno dei vampiri più antichi e potenti.

Il rapporto tra umani e vampiri viene regolato da una logica a somma zero: le fazioni si contrappongono in due strade distinte, con gli umani dominanti nelle timeline di Fate e i vampiri nella sfera di Tsukihime. Le due parti negano quindi, per definizione, la superiorità dell’altra, pur esistendo casi in cui la convivenza viene resa possibile.

Van-Fem, pur essendo il riferimento antico e potente, si scontra con la posizione di Jester. Jester si presenta come un vampiro di linea dura, convinto che gli umani siano inferiori. Allo stesso tempo, però, nutre un’ossessione verso False Assassin, una figura il cui stesso ruolo come servitore diventa una prova del valore degli umani.

La contraddizione emerge con forza: Van-Fem non tollera quella forma di ipocrisia e di conseguenza esclude Jester dalla società vampirica, in pratica “scomunicandolo”.

Con l’espulsione, Jester perde ogni appoggio reale. Resta solo la sua fissazione: qualunque cosa serva per avere False Assassin esclusivamente per sé. L’episodio fa quindi scivolare il villain verso un’escalation motivata dall’ossessione.

richard: la lezione di altria e la direzione giusta della guerra

Tra i momenti decisivi per gli eroi, l’attenzione si concentra su Richard. Francesca e François provano a distruggergli la mente facendogli vedere una verità su Re Artù e sulla sua reale natura. Il loro tentativo passa attraverso l’esposizione di eventi che richiamano la scena della tavolata dei tre re già legata a Fate/Zero, in cui Iskandar e Gilgamesh confrontano filosofie e arrivano a confutare il desiderio di Altria legato al Santo Graal.

La strategia dei due carnefici, però, produce l’effetto opposto. Richard osserva Altria non come un’icona perfetta, ma come una persona reale con limiti, scelte e contraddizioni. Il risultato non lo schiaccia: lo rende esaltato, perché riconosce in quella leggenda una nuova storia e una nuova comprensione della sua personalità.

Inoltre Richard coglie un dettaglio che Altria, nel momento in cui agiva, non poteva comprendere: la sua vita e la sua morte hanno lasciato un significato durevole. Successi e fallimenti si sono trasformati in un mito tramandato per secoli, capace di generare un’identità e un ideale per una nazione intera.

Quella comprensione diventa uno scopo. Richard vede che Altria ha offerto a un ragazzo inquieto sul proprio posto nel mondo un obiettivo da inseguire per sempre. La visione di Altria nel suo momento più basso spinge Richard a essere più grande: l’idea diventa vincere la guerra del graal nel modo giusto, con Ayaka al fianco come amica e Master.

flat: il colpo finale e le conseguenze che restano sospese

L’ultima parte dell’episodio si chiude con Flat, figura percepita come “al sicuro” dal rischio di morte grazie alla sua presenza ricorrente tra Lord El-Melloi Case Files e Fate/Apocrypha, fino a quel momento.

La sua morte rappresenta una svolta in grado di ribaltare le aspettative: non solo a livello narrativo, ma anche dentro la storia. Le riprese e le telecamere legate a Faldeus si spengono in città, indicando che ciò che Flat ha scatenato va oltre la superficie del momento.

Da qui nasce il vero cliffhanger della stagione: come reagiranno le figure centrali quando Flat scompare? In primo piano compare Waver, descritto come uno dei maghi più influenti sul piano politico. La domanda si estende poi ai compagni: Sven, Luvia, Caules e Yvette, oltre a Rin Tosaka.

Un’ulteriore componente emotiva e narrativa riguarda Gray, indicata come la donna con il corpo fisico di Re Artù, che vede in Flat uno dei suoi pochi amici. La combinazione di queste conseguenze rende la chiusura della prima stagione un punto sospeso, destinato a portare allo sviluppo della stagione 2.

figure chiave e nomi richiamati nell’episodio

  • Tsubaki
  • Pale Rider
  • Sigma
  • Watcher
  • Van-Fem
  • Jester
  • False Assassin
  • Richard
  • Francesca
  • François
  • Flat
  • Faldeus
  • Waver
  • Sven
  • Luvia
  • Caules
  • Yvette
  • Rin Tosaka
  • Gray
  • Ayaka
  • Iskandar
  • Gilgamesh
  • Altria

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