Fate/strange Fake: la quarta puntata
Un inizio di episodio carico di caos e stile epico mette al centro una battaglia unica all’interno della Guerra del Graal: Gilgamesh contro Alcides, due archi di potere opposti che ridefiniscono i contorni della competizione. Le scelte tattiche, i dilemmi morali e le rivelazioni sul destino dei partecipanti definiscono un quadro in cui la lotta per il Graal non segue schemi consueti, ma amplia le motivazioni dei protagonisti e le loro conseguenze.
gilgamesh e alcides: scontro nella guerra del graal
l'inizio dello scontro e le mosse iniziali
L’azione parte con un
colpo di apertura apparentemente diretto verso Gilgamesh, ma con una lettura retrospettiva verso Tiné come bersaglio reale. Gilgamesh reagisce prendendo Tiné a bordo del proprio vascello aereo, trasformando l’assalto in una mossa difensiva molto più ampia. Nel frattempo, Alcides tenta un colpo mortale su Tiné, spingendo la scena verso una dinamica di ipocrisia percepita da Gilgamesh e una giustificazione ferrea della propria condotta, basata sul proprio essere.
l'intervento di hippolyta: motivazioni personali e capovolgimenti
L’arrivo di True Rider, Hippolyta, regina delle Amazzoni, introduce una spinta diversa al combattimento. Entrambi gli avversari inseguono il Graal, ma Hippolyta agisce per motivi personali. La sua risonanza con Gilgamesh nasce dal rispetto reciproco per la sua figura di eroe e guerriero. La sua indignazione nasce dal mettere in dubbio l’onore di Heracles, quando vede un’azione contraria alla leggenda che ha celebrato. La presenza di Alcides emerge come sintomo di una distorsione morale: la capacità di evocare qualcosa di simile al Holy Grail Mud, che ha già contaminato Heracles nei film Heaven’s Feel, e la designazione di Alcides come Avenger—una classe non convenzionale guidata dal bisogno di vendetta. L’incontro viene sospeso quando l’intervento di Francesca, con il servente la cui classe resta indefinita, blocca i tre in un’illusione condivisa. Nessuno desidera proseguire l’affronto in condizioni così instabili, e quindi si ritirano.
ayaka e saber: la trama secondaria
la jam session notturna e le rivelazioni di saber
In parallelo, una vicenda più leggera mostra Ayaka e Saber immersi in una lunga sessione musicale in un piccolo locale notturno. Saber chiarisce che le voci con cui interagisce non provengono dal vuoto, ma da altri spiriti eroici che rispondono al suo richiamo. Da questa lettura emergono i possibili riferimenti a Pierre Basile e Robin of Loxley, che contribuiscono a insinuare il vero nome di Saber. Questa rivelazione turba Ayaka, che combatte con una bassa stima di sé e dubbi sul proprio ruolo di Adepta. Nonostante ciò, Saber percepisce in lei una qualità di cuore che la rende degna di essere la sua Master.
la rivelazione del vero nome di saber e la tutela di ayaka
Nel corso della serata Saber si espone, rivelando una parte della propria identità legata a King Richard the Lionheart. Questo gesto serve a chiarire che entrambe le parti non mirano al Graal in modo egoistico, ma si badano alla loro sopravvivenza reciproca durante i giorni a venire. Ayaka, pur con le sue insicurezze, riceve una quota di fiducia e protezione da Saber, che è disposto a tutto per garantire la sua sicurezza nelle fasi successive della competizione.
nominativi principali presenti nel testo:
- gilgamesh
- alcides
- hippolyta
- francesca
- saber
- ayaka
- tíne
- pierre basile
- robin of loxley
- king richard the lionheart