Far east film festival intervista al team di fujiko l esplosivo film vincitore

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Far east film festival intervista al team di fujiko l esplosivo film vincitore

La 28ª edizione del Far East Film Festival ha portato a Udine un’attenzione speciale sul cinema asiatico, mettendo al centro film e racconti costruiti su sguardi capaci di attraversare culture diverse. Tra gli appuntamenti riservati alla stampa, incontri incentrati su regia, interpretazioni e scelte creative hanno accompagnato la presentazione dell’opera premiata, trasformando la visione in un percorso fatto di dettagli, emozioni e confronto diretto con chi ha dato forma alla storia.

far east film festival: udine accoglie gli autori di fujiko

In occasione della kermesse udinese dedicata al cinema asiatico a tutto tondo, sono stati organizzati incontri stampa con autori, registi e attori di alcune pellicole. Tra i momenti più seguiti rientra quello dedicato a Fujiko, vincitore del festival, con la presenza di figure chiave legate al film e con un confronto articolato attraverso una triplice intervista.

fujiko: anteprima mondiale e uscita giappone prevista

Fujiko, film insignito con il riconoscimento della manifestazione, è stato proiettato in anteprima mondiale. Il rilascio in Giappone è fissato per il 5 giugno 2026, data che dà continuità al percorso internazionale dell’opera e ne definisce la collocazione temporale dopo il passaggio al festival.

fujiko: trama tra maternità, conflitti familiari e rinascita

Ambientato nella prefettura di Shizuoka, il film trova il suo scenario naturale alle spalle del Fujisan, descritto come una presenza che veglia e attende. La protagonista Fujiko, da cui il titolo trae origine, viene associata a un vulcano quiescente: una calma solo apparente che non coincide con lo spegnersi del suo impulso.

Il racconto prende avvio nel 1977, quando la giovane Fujiko dà alla luce una figlia, Mari, in una notte buia e tempestosa. La maternità si rivela fin da subito un’esperienza gravosa, aggravata dall’assenza di un supporto concreto del marito nella gestione domestica. Sullo sfondo si collocano anche figure familiari come suocera e cognata, rappresentate come presenze non alleate, capaci di accentuare la rigidità dell’ambiente quotidiano.

equilibrio familiare come destino e pressione sulle scelte

All’interno del film emerge l’idea che, per una donna, lavoro, rapporto con il coniuge, maternità e famiglia siano considerati parti di un equilibrio “dovuto”. La protagonista percepisce un percorso già stabilito, senza margini reali di deviazione. Un passaggio riporta la frase che racchiude l’aspettativa su di lei: “Se non riuscissi a fare tutto sarebbe imbarazzante”, accompagnata anche dall’idea di dover “tenere duro” come giudizio che insiste e accresce la pressione.

l’eruzione emotiva: sottrazione di mari e decisione di riprendersi la vita

La sopportazione non rimane stabile. La superficie calma di Fujiko lascia spazio a tensioni crescenti, fino a culminare con l’eruzione della situazione familiare, quando Mari viene sottratta dalla suocera. Nel racconto si intrecciano elementi drammatici e simbolici: lapilli, urla e un innesco interiore collegato al movimento femminista citato nel film con l’immagine delle “cesse isteriche”.

Da quel momento Fujiko reagisce in modo decisivo: si libera e sceglie di riprendersi la figlia a ogni costo, ma anche di riprendere in mano la propria vita. La sua partenza porta con sé la presenza di una madre descritta come tenace ma legata a principi del passato, insieme alla figura di un padre malato. Il percorso diventa un’odissea che attraversa risvolti drammatici e sentimentali, alternando momenti di tensione a episodi capaci di generare comicitá grazie a un’ironia affilata.

fujiko: crescita personale e fiducia nel cambiamento

Nel cammino narrativo Fujiko scopre un’intraprendenza che non si aspettava di possedere. Lo sviluppo della sua condizione viene descritto come una serie di rialzamenti: ogni nuova difficoltà alimenta una resistenza che resta centrale. Nella trama compare anche un’idea di speranza legata a un consiglio formulato dal nonnino del ristorante di soba, con l’auspicio che la protagonista possa davvero “prendere tutto quello che di buono passa il convento”.

incontro stampa a udine: standing ovation e prime reazioni

Durante l’intervista, il festival viene raccontato anche attraverso l’impatto immediato del pubblico. Dopo il film, si registra una standing ovation accompagnata da lunghi minuti di applausi. La reazione viene descritta come un’esperienza estremamente positiva: il regista afferma che un’accoglienza di quel tipo sarebbe desiderabile anche ripetuta, mentre l’attrice esprime sorpresa per la portata degli applausi e per la sua stessa difficoltà a trattenere le emozioni.

Per Yuki Katayama si tratta anche della prima esperienza assoluta in un festival cinematografico, oltre che in Italia: il risultato supera le aspettative. Viene inoltre sottolineato che nessuno degli spettatori si è allontanato durante la proiezione, con applausi che avrebbero coinvolto centinaia e poi migliaia di persone. Il racconto insiste sul fatto che la protagonista, mentre osservava il pubblico, vedeva sia chi piangeva sia chi mostrava espressioni di fierezza e felicità, fino a identificarsi pienamente in una reazione emotiva travolgente.

luoghi preferiti a udine: parchi e shopping tra gusti italiani e giapponesi

La conversazione include anche il lato umano del soggiorno a Udine, con richieste dedicate ai luoghi preferiti. Yuki Katayama indica il parco vicino alla zona del festival, apprezzando lo spazio verde e il prato all’inglese per la possibilità di trascorrere il tempo. Nel racconto compare anche il centro città, con una visita a un punto vendita di make-up italiano: il nuovo acquisto diventa persino un riferimento immediato, con l’ombretto mostrato durante l’intervista.

Il regista Taichi Kimura pone invece l’accento sui supermercati, descritti come particolarmente apprezzati. La presenza della moglie viene citata come parte della dinamica degli acquisti: l’arrivo in Italia avrebbe avviato riempimenti del carrello con alimenti di vario tipo, celebrando la qualità della cultura alimentare italiana.

gelaterie, ristoranti giapponesi e bento

Nel racconto emerge anche la preferenza legata a una gelateria chiamata Oggi. Viene citato inoltre Yamaneko, ristorante giapponese gestito da una persona descritta come realmente competente nel cibo giapponese. Megumi segnala di aver acquistato un bento, presentandolo come un elemento significativo: in Italia, e specificamente a Udine, sarebbe possibile mangiare cibo giapponese di alto livello, avvicinandosi all’esperienza immaginata in Giappone.

poster di assisi nel film: origine dell’idea e riferimento all’anno 1977

La conversazione passa poi a un dettaglio riconosciuto nelle prime scene del film: viene menzionato un poster di Assisi collegato a un elemento visivo presente all’inizio della storia. L’osservazione riguarda un calendario appeso che riporta la scritta “Anno 1977” e una fotografia di Assisi.

la scelta scenografica e il contesto dell’ammirazione giapponese per l’estero

Taichi Kimura dichiara di non aver notato prima quel particolare, pur riconoscendo il valore dell’osservazione. Nel dialogo viene ricordato che, nello stesso giorno, era presente anche lo scenografo, il signor Miyamori, e che durante il confronto si parlava del periodo storico: nel Giappone di quell’epoca cresceva una grande ammirazione verso l’estero. Per questo motivo, in molti poster e soprattutto in molti calendari, sarebbero stati inseriti elementi legati all’estero, con il richiamo visuale della città citata nel calendario.

partecipanti all’incontro stampa su fujiko

  • Megumi
  • Yuki Katayama
  • Taichi Kimura
  • Lara (Animeclick)
  • Megumi (Megumi / Messaggero Veneto)
  • Messaggero Veneto
  • Miyamori (scenografo)

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