Far East Film Festival 28 prime impressioni sui film in concorso
Il Far East Film Festival di Udine entra nel vivo con una programmazione intensa e multiforme, capace di unire esperienza in sala e fruizione online. Dal 24 aprile, la 28esima edizione si sviluppa fino al 2 maggio con 75 titoli provenienti da 12 nazioni, distribuiti tra proiezioni in presenza e appuntamenti tematici. La cornice principale include il Teatro Nuovo “Giovanni da Udine” e il Visionario, mentre il portale MYmovies consente di seguire parte della selezione in streaming.
far east film festival: date, sedi e doppia modalità di partecipazione
La manifestazione, giunta alla sua ventottesima edizione, procede in una duplice veste. Da un lato le proiezioni si svolgono dal vivo presso il Teatro Nuovo “Giovanni da Udine” e al Visionario. Dall’altro è attiva la partecipazione attraverso MYmovies, con un’ulteriore modalità pensata per ampliare l’accesso ai contenuti durante l’intero periodo del festival.
La proposta cinematografica raccoglie 75 titoli provenienti da 12 diverse nazioni, accompagnati da sentieri tematici che arricchiscono la visione con percorsi specifici. La parte online, invece, mette a disposizione una selezione di film fruibili in streaming per la durata completa dell’evento.
mymovies e streaming: selezione online e film disponibili
Il FEFF riserva anche quest’anno uno spazio dedicato ai contenuti online tramite il portale MYmovies. Per l’intera durata del festival vengono proposti 13 film resi disponibili per lo streaming dalle case di distribuzione asiatiche.
prime impressioni sui film del far east film festival
Tra le prime opere già in rassegna emergono film con impostazioni diverse, capaci di alternare romanticismo, tensioni adolescenziali e svolte più cupe. Le proiezioni disponibili includono sia titoli in sala sia lavori consultabili online, con osservazioni focalizzate su temi, atmosfere e scelte di regia.
we are all strangers: singapore 2026 e premiere italiana
We Are All Strangers arriva come Italian Premiere e risulta disponibile solo in sala. La proiezione del 24 aprile 2026 coincide con il ruolo di film di apertura del festival.
La trama segue il padre di JK, che gestisce una bancarella di noodles a Singapore. Il padre viene descritto come una persona che lavora con impegno, tratta con affetto la propria clientela e prova a crescere da solo il figlio nel migliore dei modi. JK, invece, conclude il periodo di leva e non intende seguire le orme paterne: desidera vivere la giovinezza senza vincoli.
I due condividono lo stesso tetto, ma il legame familiare appare blando e privo di slancio affettivo. Dopo il duplice matrimonio che li porta a convivere con le rispettive mogli, le dinamiche della nuova famiglia iniziano a cambiare, mettendo in moto un insieme di tensioni e necessità: la passione dell’amore giovanile con le sue conseguenze, l’esistenza di una coppia adulta già segnata dalla vita, le difficoltà economiche, le antipatie personali e il bisogno di sbagliare per crescere.
La regia di Anthony Chen descrive il film come una sorta di lettera d’amore a Singapore. L’opera offre un ritratto ampio della città, con toni caldi e allo stesso tempo affilati, senza risparmiare ai personaggi le implicazioni delle loro scelte. La fotografia risulta particolarmente efficace nelle scene iniziali e finali, costruendo una chiusura descritta come dolceamara e estremamente realistica.
all greens: japan 2026 e premiere europea
All Greens è indicato come European Premiere ed è disponibile online.
all greens: adolescenza, claustrofobia e rifugio nella finzione
Il film viene descritto come interessante e in sorprendente continuità con un tono che si discosta dalle aspettative tipiche. La narrazione si apre con una prima parte molto cupa, in cui viene rappresentata la vita di giovani protagoniste in un paesino soffocante e privo di prospettive. In questo contesto, gli adulti risultano per lo più assenti, violenti, incapaci di empatia e poco efficaci nel trasmettere un messaggio positivo.
Di conseguenza, le adolescenti appaiono smarrite e disilluse: restano chiuse in sé stesse e cercano in tutti i modi di evadere dalla realtà claustrofobica attraverso talenti e passioni. Hidemi si sfoga con il rap, Mako disegna manga e Miruku costruisce l’immagine della studentessa perfetta, mantenendo però una passione segreta per il cinema.
Il film alterna continuamente il mondo reale e quello della finzione, sostenuto da molte citazioni letterarie e cinematografiche: dal Racconto dell’ancella a River’s Edge, fino al romanzo distopico Neuromancer di Gibson, da cui Hidemi prende il nickname. Pur senza riferimenti esplicitati, la regia viene associata anche a un richiamo allo stile di Tarantino in alcune scene cruente e nella presentazione in stile identikit di certi personaggi.
all greens: ribaltamenti, emozioni spente e seconda parte ironica
Attraverso questi rimandi, le protagoniste danno voce al desiderio di riscrivere la propria storia, rifiutando il canovaccio tipico dei racconti di formazione già predisposto. Tutti i cliché e le situazioni prevedibili vengono costantemente ribaltati con colpi di scena e svolte inattese.
Ciò che colpisce è che i giovani personaggi sembrano avere spento sia l’interruttore delle emozioni sia quello della moralità: davanti a eventi scioccanti reagiscono in modo difforme da quanto atteso, agendo spesso in maniera avventata e con scarsa attenzione alle conseguenze. La possibilità concreta di sfuggire a una quotidianità asfissiante riaccende un entusiasmo a lungo sopito, e proprio l’energia emotiva contraddistingue la seconda parte, che pur restando drammatica riesce anche a essere ironica e in alcuni passaggi esilarante.
all greens: provincia, club scolastico e precisione tra umorismo e alienazione
Il film viene presentato anche come una storia di gioventù giapponese lontana dai canoni più tipici del coming-of-age. Non fragile in senso poetico, la giovinezza appare rabbiosa e disillusa. In una cittadina periferica senza identità e senza futuro, tre adolescenti trasformano il proprio scoramento in un gesto criminale.
Colpisce la crudezza con cui vengono mostrate ragazze che odiano—e viene sottolineato il “perché” di questo odio—il sistema, la famiglia e il luogo in cui sono cresciute, senza rifugiarsi in astrazioni o in una malinconia sterile e raffinata. Alcuni passaggi narrativi risultano troppo semplificati e alcuni snodi richiedono una forte sospensione dell’incredulità, mentre il finale è indicato come dotato di notevole forza.
L’opera viene definita imperfetta ma viva, sporca di rabbia, energia e desiderio di fuga. Il regista Koyama, firmando anche sceneggiatura e montaggio, impiega un umorismo corrosivo per raccontare il disagio di chi cresce in provincia, costruendo così una commedia di formazione dalla personalità originale.
Il film viene accostato, in termini di tono, a Baby Assassins per la componente ironica, pur senza le acrobazie violente, e a L’erba di Grace per alcuni corto circuiti narrativi. La regia mantiene il focus sull’alienazione autentica dei personaggi, mentre l’umorismo tende a sfiorare il grottesco.
all greens: interpretazioni e elementi di sceneggiatura
Il trio protagonista è composto da Sara Minami, Natsuki Deguchi e Mizuki Yoshida, indicati come capaci di offrire interpretazioni efficaci, energiche e con sicurezza scenica. Le presenze vengono descritte come ben distinte e complementari, con un rilievo particolare per la prova di Minami.
Non mancano criticità: alcuni passaggi della sceneggiatura risultano forzati e qualche sequenza non funziona del tutto. In ogni caso, il film conserva un’identità precisa, con ironia e calore capaci di catturare sogni e ansie adolescenziali senza romanticizzarli. La colonna sonora, indicata come Zo Zhit dei Dos Monos, viene citata come uno degli elementi più riusciti, poiché amplifica sia l’energia frenetica sia il senso di deriva dei personaggi.
the sickness unto love: japan 2025 e international premiere
The Sickness Unto Love è indicato come International Premiere ed è disponibile online.
the sickness unto love: romance scolastico verso un racconto più oscuro
Il film parte da una premessa classica da romance scolastico giapponese e evolve progressivamente verso un racconto più oscuro. Il percorso narrativo viene descritto come sospeso tra sentimento, bullismo, morti misteriose e inquietudini connesse al mondo online. La regia di Hiroki Ryuichi viene indicata come capace di definire con precisione ritmi e atmosfere, mantenendo sullo sfondo il disagio giovanile.
the sickness unto love: atmosfera e costruzione del disagio
La gestione dell’evoluzione emotiva si concentra sulla trasformazione dell’impianto romantico iniziale in un’atmosfera più inquietante, dove gli elementi legati alla dimensione scolastica si intrecciano con pressioni sociali, ombre legate a eventi non chiariti e tensioni generate anche dall’ambiente digitale.
personaggi citati nei film:
- JK
- Hidemi
- Mako
- Miruku