Discussione aperta: recensioni e commenti sui drama coreani

Giampiero Colossi • Pubblicato il 16/01/2026 • 2 min

no other choice rappresenta una candidatura ufficiale per la categoria miglior film straniero presentata dalla Korea Film Council, incentrata su una commedia nera che ha cercato di ritagliarsi uno spazio nel palinsesto degli Oscar. In ambienti hollywoodiani, la promozione è stata portata avanti anche da figure direttamente legate alla produzione, nel tentativo di accrescere la visibilità dell’opera oltre i confini nazionali.

no other choice: contesto e candidatura all’oscar

La pellicola è stata inserita tra le produzioni inviate per la considerazione come miglior film straniero. La campagna di lobby si è svolta principalmente a Los Angeles, con l’obiettivo di proiettare l’opera nel novero delle preferenze degli elettori. In parallelo, si è assistito a una rivalutazione del percorso promozionale, soprattutto in vista di una stagione di premi ricca di aspettative per il pubblico internazionale. Il film ha svolto una presentazione mirata in alcune fasi finali del conteggio, nel tentativo di creare una risonanza capace di competere con i titoli più quotati.

Dal punto di vista dello spazio commerciale, i dati di incasso mostrano una notevole differenza rispetto a Parasite, che ha registrato un esito domestico di 53,2 milioni di dollari contro i 19,2 milioni di dollari di No Other Choice. Mentre Parasite ha beneficiato di una distribuzione globale molto ampia, No Other Choice ha avuto una diffusione limitata negli Stati Uniti durante il periodo natalizio, in poche località, con poche recensioni e senza un forte ritorno del pubblico. In questa cornice, la pellicola coreana è stata presentata come possibile outsider della corsa, ma restano dubbi sulla capacità di superare le dinamiche di una stagione premiata dal peso hollywoodiano.

La cornice degli Oscar è spesso descritta come un festival dominato dall’energia e dal prestigio locali; in un contesto di mercato rilassato, la percezione dei votanti tende a favorire produzioni statunitensi. Nonostante l’impegno promozionale, molti osservatori hanno previsto una lunga incertezza sul risultato finale e sull’effettivo incasso associato all’eventuale candidatura.

Tra i nominativi rilevanti emersi nel contesto, si segnalano:

  • Lee Byung Hun
  • Park Chan-wook
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