Coconino fest intervista a miki yamamoto
La coconino fest di Ravenna si è trasformata in un momento di dialogo privilegiato tra editoria e creatività, con una presenza capace di mettere in relazione ricerca, linguaggio visivo e narrazione. Tra mostre, conferenze e incontri, è stata l’autrice miki yamamoto a raccontare approcci, scelte creative e idee legate alla propria produzione, con l’occasione di far emergere anche i temi centrali di sunny sunny ann! e del nuovo volume how are you?.
miki yamamoto a ravenna: seconda visita in italia e contesto della coconino fest
Il confronto si apre con un benvenuto e con la domanda sull’esperienza diretta in Italia: per miki yamamoto si tratta della seconda volta, dopo un precedente soggiorno quindici anni fa a Bologna.
Nel corso del dialogo emerge anche il senso del tema della kermesse, legato a un’idea di artista definita ribelle. Viene infatti sottolineato come il lavoro di miki yamamoto non segua i canoni tipici del manga e del fumetto orientale, né nei modi della narrazione né nelle tecniche di disegno. Di fronte a questa cornice, l’autrice precisa che il tema è percepito come particolarmente adatto al proprio percorso, dichiarando di essere felice di partecipare e di essere presente all’evento.
ricerca e visual storytelling: come l’insegnamento universitario influenza la creazione
Una parte centrale dell’intervista riguarda il ruolo dell’insegnamento universitario presso l’università di tsukuba e il rapporto tra ricerca teorica e lavoro pratico sul fumetto. Miki yamamoto chiarisce innanzitutto una prospettiva anagrafica diversa: pur essendo considerata giovane nel fumetto italiano, nel contesto giapponese non rientra in quella fascia secondo lo stesso criterio, dal momento che ha 39 anni.
creazione e ricerca come processi paralleli
L’autrice afferma che ricerca e creazione di manga procedono insieme, con pari importanza nella vita quotidiana. Quando ricerca e disegno si intersecano, nasce un’influenza reciproca: l’esperienza di studio non si limita a imparare da quanto realizzato in passato o da altri mangaka, ma si basa anche su un metodo più operativo.
trial and error: il ruolo dello “sbagliare” nella formazione
Secondo miki yamamoto, alla base del processo creativo esiste spesso il trial and error, cioè provare, sbattere e scoprire ciò che è nuovo. Questo approccio non viene presentato come semplice fase di lavoro, ma come fondamento sia del suo metodo creativo sia di ciò che intende trasmettere agli studenti. Durante l’insegnamento, sostiene di imparare ogni giorno e di avere momenti capaci di emozionare, con un obiettivo formativo chiaro: sbagliare va bene e permette di arrivare a una creazione innovativa.
pressioni e prospettive: cosa direbbe alla miki yamamoto ventenne
Il racconto passa poi a una preoccupazione familiare legata alla precarietà della carriera all’inizio del percorso. Di fronte alla distanza tra allora e oggi—con il raggiungimento di una stabilità accademica—miki yamamoto afferma di non sentirsi ancora arrivata a un vero “successo”, né come mangaka né come ricercatrice. La percezione è accompagnata dal fatto che in entrambi i campi prova piacere, ma anche pressione.
lunghe esperienze all’estero e studio delle lingue
La risposta converge su un consiglio preciso alla versione più giovane di sé: fare una lunga esperienza all’estero e studiare lingue estere. L’autrice dice di essersi pentita di non averlo fatto in passato e di aver compreso solo oggi l’importanza di questo passaggio, citandolo anche come raccomandazione rivolta agli studenti.
ann di sunny sunny ann!: scudo emotivo, denuncia e rapporto nel tempo
La conversazione entra nel cuore narrativo di ann, presentata come un personaggio che vive in auto, rifiuta le convenzioni e non cerca approvazione. Miki yamamoto racconta che ann nasce come “scudo emotivo” in un momento difficile della propria giovinezza e, a distanza di anni, il rapporto con la protagonista resta intatto.
ideali e necessità di figure femminili forti
Secondo l’autrice, ann è fondamentale per il proprio cammino: l’intenzione dichiarata è quella di scrivere e disegnare altri personaggi femminili forti come lei. Quando ha disegnato ann, l’obiettivo era incarnare una denuncia contro pressioni sociali capaci di danneggiare il genere femminile, scegliendo una figura in grado di contrastare tali dinamiche.
Miki yamamoto sottolinea che questi problemi rimangono presenti e che ann consente di comprendere come, nonostante tutto, si possa continuare a vivere e combattere. In termini di relazione con il personaggio, dichiara che non è cambiata: gli ideali restano saldi.
perché ambientare sunny sunny ann! in america: lontano dal giappone
Rispetto all’ambientazione america on the road e al tono cinematografico del racconto, miki yamamoto spiega che per un personaggio come ann sarebbe stato difficile trovare spazio in una società capace di “stringere” troppo. Pur riconoscendo un cambiamento nel tempo—soprattutto rispetto al periodo in cui ann è stata scritta—l’autrice afferma che restano discriminazioni significative, quindi l’esistenza di ann in quel contesto sarebbe risultata contraddittoria.
da giappone a america: modifica dello scenario
All’inizio era prevista un’ambientazione in giappone, ma il progetto ha richiesto di cambiare scenario. La scelta dell’america viene presentata come conseguenza diretta della necessità di creare coerenza tra personaggio e ambiente, spostando la storia in un luogo che permettesse di mantenere intatta la tensione emancipatoria.
corpo, sesso e bisogni primari: scelte narrative e osservazioni editoriali
Nel manga si parla molto di corpo, sesso e bisogni primari in modo naturale, senza malizia o moralismi. Miki yamamoto afferma che l’inserimento di ann in una serializzazione su rivista era stato inizialmente oggetto di dubbi. Quando la proposta viene portata dagli editori, arrivano osservazioni che richiedono riflessione.
osservazioni su canoni sociali e rappresentazioni fisiche
Le indicazioni riguardano caratteristiche fisiche considerate non conformi ai canoni sociali, con esempi espliciti come peli sotto le ascelle o sul pube. Gli editori chiedono se quelle scelte di disegno fossero fatte appositamente e se, al contrario, le donne non fossero rappresentate come più “sexy” secondo criteri canonici.
dramma e reazione allo stupro come parte integrante
La posizione dell’autrice è netta: disegnare quelle caratteristiche e comportamenti specifici, come la reazione allo stupro, viene trattato come elemento integrante del dramma che si intende costruire. Da questa prospettiva, la scelta viene considerata corretta e accolta con soddisfazione.
how are you?: solitudine, abbandono e il dualismo tra idealismo e realtà
Con il debutto di how are you? grazie a coconino press, il pubblico italiano celebra un’opera percepita come speculare e opposta rispetto a sunny sunny ann!. Viene messo a fuoco il contrasto tematico: ann sceglie una solitudine voluta per essere libera, mentre la protagonista di how are you? vive una situazione in cui la solitudine arriva come conseguenza dell’abbandono da parte del marito, con il relativo trauma.
esplorare l’altra faccia della solitudine
Rispetto alla domanda sul perché esplorare l’altra faccia della solitudine, l’autrice descrive un dualismo tra le due opere: una vita ideale ma estrema per ann, con vita in auto da sola, e una vita più realistica per lisa, ma segnata da tristezza profonda. La sintesi cercata è proprio il passaggio tra idealismo e realtà.
Per lisa sembra che tutto proceda bene, fino a quando il marito scompare e la situazione precipita. La dinamica raccontata mira a mostrare come, nella quotidianità, il mutamento improvviso possa trasformare ciò che appare stabile in un’esperienza di perdita.
personaggi e ospiti citati
- miki yamamoto
- jacopo cellino
- paolo la marca
- livio tallini
- ann
- lisa