100 metri: una corsa contro la realtà - Recensione del film

Giampiero Colossi • Pubblicato il 08/01/2026 • 4 min

Hyakuemu presenta una corsa che diventa chiave interpretativa della realtà quotidiana, offrendo una lente critica sul tempo, le motivazioni e le relazioni tra individui. Il film, destinato in ambito internazionale e distribuito in streaming, si distingue per una narrazione che privilegia la dimensione esistenziale al di là della semplice dinamica sportiva, accompagnata da una messa in scena audace e da scelte stilistiche decise.

hyakuemu: corsa e realtà al centro della narrazione

hyakuemu: trama e protagonisti

La storia segue due giovani legati dalla velocità: uno nasce con la predisposizione a correre, considerata quasi un destino, l’altro incontra la passione per la corsa in modo contagioso. La distanza di cento metri diventa metafora della loro esistenza, racchiudendo sogni, tensioni e confronti con il mondo che li circonda. Nel percorso, i protagonisti affrontano una crescita che coinvolge amicizie, ostacoli e scelte, fino a una progressiva intensità narrativa che cambia ritmo tra le sequenze iniziali di scoperta e i passaggi successivi segnati da salti temporali.

hyakuemu: regia e linguaggio visivo

La regia di Kenji Iwaisawa si distingue per un approccio che spezza i canoni tradizionali dell’animazione. La scelta è quella di utilizzare una tecnica di rotoscopio che riproduce movimenti reali trasformandoli in disegno, offrendo una profondità tattile al tempo stesso teso e pulsante. Il processo è affiancato da un sound design particolarmente realistico, in grado di ancorare la frenesia della corsa a una sensazione tangibile di presenza. L’animazione è curata da Keisuke Kojima, il quale ha guidato la resa visiva rendendo l’animazione il linguaggio principale della pellicola, un aspetto non scontato per un lavoro di rotoscopio.

hyakuemu: linguaggio visivo e ritmo narrativo

hyakuemu: tecnica del rotoscopio e effetto perceptivo

Il rotoscopio impone una decostruzione visiva che può apparire inizialmente insolita, ma si rivela funzionale a raccontare una realtà condivisa dai personaggi e dallo spettatore. I movimenti, sebbene talvolta accentuati, restituiscono una veridicità fisica che sostiene l’immersività. In momenti di crisi, le linee del disegno si spezzano e si dissolvono, riflettendo la perdita di solidità della realtà percepita dai protagonisti. In questi passaggi, gli smeppers – le striature di colore che accompagnano la deteriorazione delle forme – assumono una funzione narrativa, evidenziando lo stato emotivo e la trasformazione della scena.

Un altro elemento chiave è la gestione della macchina da presa: inquadrature mosse e stile quasi documentaristico coinvolgono lo spettatore nella presentità dei giovani, mentre l’uso controllato del piano sequenza valorizza il senso del qui e ora. La scelta di non interrompere il flusso temporale con tagli evidenzia un presente che è anche ultima opportunità di esistenza, simboleggiato dai cento metri che condensano carriera e vita dei protagonisti. Quando la realtà dei personaggi vacilla, i colori svaniscono, il piano si distorce e la pioggia diventa bianca, travolgendo tutto.

hyakuemu: riflessioni sul tempo e sull’esistenza

Oltre la cornice sportiva, il film invita a interrogarsi su come vivere in un presente sempre più immediato, dove la spinta al domani coesiste con la paura di perdere ciò che sta accanto. Il racconto non mira a elevare la corsa come solo tema, ma a mostrare come i cento metri possano diventare una metafora della scelta di andare avanti nonostante l’insicurezza e le difficoltà circostanti. La forza narrativa risiede nel modo in cui le vicende dei giovani riflettono una realtà in continuo mutamento, capace di mettere in discussione motivazioni e priorità di chi corre e di chi osserva.

Il fiore all’occhiello della pellicola non è tanto la trama, quanto l’esito visivo e tematico che propone una riflessione sulla fragilità della realtà condivisa. I protagonisti emergono come figure concrete, immerse in una percezione in evoluzione, dove la velocità diventa metafora della lotta per dare senso al presente e al proprio posto nel mondo.

persone chiave

  • Kenji Iwaisawa — regista
  • Uoto — autore del manga
  • Keisuke Kojima — supervisore e animatore
Categorie: Film e Live Action

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